martedì 1 febbraio 2011
Una questione Spinoza.
Spinoza.it ha pubblicato questa foto sulla sua pagina di Facebook.
Parte il dibattito? Noo, il dibattito nooo!
Parte il dibattito? Noo, il dibattito nooo!
L'urlo di Michele Serra: "Basta chiamarla Ruby".
Sull'Amaca (strepitosa) di oggi Michele Serra si lamenta del fatto che tutti chiamano Ruby colei che invece si chiama Karima El Marough. Serra dovrebbe però prendersela col suo giornale che del nome Ruby ne fa un largo uso utilizzandolo addirittura nei capitoletti di apertura delle pagine (foto sotto).
Feticismi di giornata.
Qualche nota sul numero di oggi di Repubblica:
RUBY SI RIAPPROPRIA DEL TITOLONE IN PRIMA
Dopo tre giorni di titoli dedicati alla crisi in Egitto, il caso Ruby si riprende il titolone in prima pagina. Eccheccazzo.
INTERCETTAZIONI
Voi cosa dite, si capirà che nel pezzo a pagina 3 si sta parlando di intercettazioni telefoniche?
MISSING
Per il quarto giorno consecutivo non appare sulle pagine di Repubblica la foto sexy di Ruby che tanto piaceva ai grafici.
IL ROSSETTO DI EVELINA
Strepitoso il Breviario di oggi. Alla Cristina Aguilera, la Manna gli fa una pippa.
VEZZI GRAFICI
Visto a pagina 11:
PROMEMORIA
Ogni tanto è bene ricordarlo: le infografiche di Paula Simonetti su Repubblica Salute sono strepitose (sotto, un esempio di oggi).
TERRENO SCIVOLOSO
Nella pagina delle lettere, Alberto Arbasino si avventura nel terreno scivoloso del moralismo religioso:
REFUSO DI GIORNATA (a pag. 59)
CROSETTISMI BIANCONERI
Maurizio Crosetti a pagina 63 inizia così il suo pezzo a commento dell'ultimo acquisto della Juventus, Matri:
A pagina 66 col suo pezzo sull'Uomo della domenica Gianpaolo Pazzini.
IL TORMENTONE
Oggi, sulla prima pagina di Repubblica, ecco un bel Repubblica senza l'articolo.
La coppia Colaprico/D'Avanzo nel pezzo a pagina 3 scrive Repubblica senza l'articolo.
La coppia Bandettini/Sala nel pezzo a pagina 9 scrive Repubblica senza l'articolo.
Roberto Petrini nel pezzo a pagina 15 scrive Repubblica senza l'articolo.
Dal vostro Feticista Supremo.
RUBY SI RIAPPROPRIA DEL TITOLONE IN PRIMA
Dopo tre giorni di titoli dedicati alla crisi in Egitto, il caso Ruby si riprende il titolone in prima pagina. Eccheccazzo.
INTERCETTAZIONI
Voi cosa dite, si capirà che nel pezzo a pagina 3 si sta parlando di intercettazioni telefoniche?
MISSING
Per il quarto giorno consecutivo non appare sulle pagine di Repubblica la foto sexy di Ruby che tanto piaceva ai grafici.
IL ROSSETTO DI EVELINA
Strepitoso il Breviario di oggi. Alla Cristina Aguilera, la Manna gli fa una pippa.
VEZZI GRAFICI
Visto a pagina 11:
PROMEMORIA
Ogni tanto è bene ricordarlo: le infografiche di Paula Simonetti su Repubblica Salute sono strepitose (sotto, un esempio di oggi).
TERRENO SCIVOLOSO
Nella pagina delle lettere, Alberto Arbasino si avventura nel terreno scivoloso del moralismo religioso:
"Non commettere atti impuri, neanche gratis" ribadiscono i moralisti religiosi e laici, vecchi e nuovi.
"Si va all'Inferno" dicevano una volta. D'altra parte, se con la scappatoia della confessione si va assolti in Paradiso, dopo l'abolizione presumibile del Purgatorio, tutto ok? Ma dove si va a finire,
magari confessando qualche pedofilia a un confessore pedofilo?
REFUSO DI GIORNATA (a pag. 59)
CROSETTISMI BIANCONERI
Maurizio Crosetti a pagina 63 inizia così il suo pezzo a commento dell'ultimo acquisto della Juventus, Matri:
Con l’affanno di chi compra l’ultimo maglione rimasto in vetrina, nell’ultimissimo giorno dei saldi, pagandolo però a prezzo maggiorato, una Juve un po’ confusa è arrivata finalmente al bomber che tanto le serviva.GABRIELE ROMAGNOLI C'E' E LOTTA INSIEME A NOI
A pagina 66 col suo pezzo sull'Uomo della domenica Gianpaolo Pazzini.
IL TORMENTONE
Oggi, sulla prima pagina di Repubblica, ecco un bel Repubblica senza l'articolo.
La coppia Colaprico/D'Avanzo nel pezzo a pagina 3 scrive Repubblica senza l'articolo.
La coppia Bandettini/Sala nel pezzo a pagina 9 scrive Repubblica senza l'articolo.
Roberto Petrini nel pezzo a pagina 15 scrive Repubblica senza l'articolo.
Dal vostro Feticista Supremo.
Diamo a Gola Profonda quel che è di Gola Profonda.
"Follow the money": così diceva Giovanni Falcone secondo D'Avanzo e Colaprico. E come mai lo diceva in inglese? Forse perchè la frase (che magari il giudice siciliano avrà ricordato qualche volta) non era di Falcone ma di Gola Profonda, la fonte principale dell'inchiesta Watergate, che rivolgeva appunto questo invito ai giornalisti Woodward e Bernstein.
Fabio P.
Fabio P.
Fotocoincidenze.
Le due prime di oggi di Repubblica e Corriere. Almeno quelli del Corriere hanno contrastato un po' meglio la foto.
Avviso ai naviganti.
Comunichiamo che la puntata di ieri e quella di oggi di Vita di redazione saranno pubblicate entro la giornata di domani. Ci scusiamo con i lettori per il disagio.
Crosettismi cinofili.
Dal blog di Maurizio Crosetti:
(foto da www.modacani.it)
Stamattina ho visto un cane col piumino. Di peggio ci sono solo i cinquantenni col Moncler.
(foto da www.modacani.it)
Ferrara al Giornale? Lui risponde: "Faccio come Eugenio Scalfari, scrivo l'editoriale della domenica".
"Sono lo Scalfari della Santanchè e di Sallusti!". Scherza Giuliano Ferrara quando gli chiediamo se il suo editoriale su Il Giornale di domenica scorsa significhi l'inizio di un addio a Il Foglio, la sua creatura. "Macché, è solo un'altra collaborazione, faccio come Eugenio Scalfari, scrivo l'editoriale della domenica". Nessuna partenza imminente, quindi, ma solo l'irresistibile fascino dell'interprete moderato sul giornale gridato.
Caterina Perniconi per "Il Fatto Quotidiano" (via Dagospia)
Caterina Perniconi per "Il Fatto Quotidiano" (via Dagospia)
Cambia la veste grafica ma il faccione in copertina rimane.
Ecco il nuovo Espresso (senza l'articolo?). La novità più evidente è la E che torna maiuscola. Ne parlano copiosamente Repubblica.it e Stampacadabra.
E dopo Fini, la Boccassini e la dolce Concita, oggi è la volta di Marrazzo.
Ma a rispondere a Libero ci ha intelligentemente pensato Alessandro Gilioli su Piovono Rane:
Siccome non capiscono, occorre rispiegarglielo.(via NLQB)
Marrazzo si è dimesso, al contrario di altri. Non ricopre alcuna carica pubblica, al contrario di altri. Non rappresenta alcuna istituzione, al contrario di altri. Non è andato al Family Day, al contrario di altri. Non ha telefonato in questura raccontando balle, al contrario di altri. Non risulta abbia commesso reati, al contrario di altri.
E’ un cittadino comune, insomma: vada in via Tuscolana quando gli pare, e sia felice.
Bersani scrive una lettera al Corriere in risposta a quella di Berlusconi.
Purtroppo, però, rimane tutto nella fantasia dell'ottimo Marco D'Angelo che sul suo blog scrive così:
Se io fossi Bersani (seeeehhh), domani prenderei carta e calamaio (la modernità del titolare della ditta è ormai nota) e scriverei al Corriere della Sera.
Caro direttore,
l'altroieri in prima pagina il vostro giornale ha pubblicato la lettera di un tale Silvio Berlusconi, credo omonimo di quello che ha fatto il Presidente del Consiglio negli ultimi due anni in questo paese.
Sono sempre aperto ad ascoltare le proposte di tutti, anche di questo signore che non ho il piacere di conoscere. Purtroppo al momento, sono impegnato con milioni di amici democratici, e con tutti gli italiani di buona volontà, a cercare una soluzione positiva per la più profonda crisi istituzionale e politica in cui il paese sia stato trascinato dal 1993 ad oggi.
A portarcelo è stato Silvio Berlusconi, quell’altro, il presidente del consiglio.
Silvio Berlusconi che, mentre l’Italia versa in condizioni sociali ed economiche disastrose, continua a parlarci e a pensare solo ai suoi guai giudiziari. (prosegue qui)
Quell'acca di troppo e l'infelice neologismo.
A proposito del nostro post di ieri sul caso Ruby, abbiamo scandagliato la rete per cercare eventuali reazioni e abbiamo trovato questo pezzo apparso sul sito The Front Page (di Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi) che accusa pesantemente le recenti prese di posizione della dolce Concita sulla dignità delle donne. Ecco l'inizio del pezzo:
Concita De Gregorio rivendica un’intifada per la dignità delle donne. Nella gara a chi le spara più grosse contro Berlusconi vince la direttora de l’Unità, che avviò la sua campagna pubblicitaria con un bel culo femminile, foderato in una minigonna in jeans alternativa. Nella tasca dell’attillato mini-indumento ficcò una copia del quotidiano fondato da Antonio Gramsci oggi “Repubblichizzato” e in vendita. Altri tempi. Non c’era aria di tanta morbosa degenerazione maschilista.Al di là del clamoroso refuso nel nome della De Gregorio (Conchita con l'acca), che crediamo la farà arrabbiare parecchio, segnaliamo il non tanto felice neologismo "Repubblichizzato".
Interessante però la discussione che il pezzo ha generato e nella quale lo stesso autore segnala proprio il nostro post sul caso Ruby.
Silvio B. decriptato.
Ma stavolta il software decriptatore è finito nelle mani di Alessandro Gilioli:
Dalla lettera di Silvio al Corriere.
«Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico».
Traduzione: «Mi stanno facendo un mazzo tanto per un paio di minorenni, una lieve concussione e qualche altro piccolo reato di anni fa, che palle, perché non la smettono che tanto agli italiani gli importa solo delle loro tasche, proprio come a me?»
«Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano».
Traduzione: «Cazzo si preoccupa il vecchietto al Quirinale, qui sono io che rischio la ghirba, mica lui».
«E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana».
Traduzione: «Dunque, quando Bersani faceva le lenzuolate noi urlavamo che erano tutte cazzate e abbiamo votato contro, però adesso non se lo ricorda più nessuno quindi diciamo che andavano benissimo. A proposito, Bersani la pianti di parlare di bunga bunga che tanto lui non ne sa niente, a lui piacciono solo i distretti delle piastrelle e i produttori di tondini. Quindi facciamo che voi lasciate perdere tutti i miei reati, le nipotine di Mubarak e le leggi ad personam, e io in cambio sarò tanto buono da occuparmi ogni tanto di quella cosa pallosissima che è l’economia, d’accordo? Eddai, ci siete sempre cascati, cosa vi costa cascarci un’altra volta?»
Dalla lettera di Silvio al Corriere.
«Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico».
Traduzione: «Mi stanno facendo un mazzo tanto per un paio di minorenni, una lieve concussione e qualche altro piccolo reato di anni fa, che palle, perché non la smettono che tanto agli italiani gli importa solo delle loro tasche, proprio come a me?»
«Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano».
Traduzione: «Cazzo si preoccupa il vecchietto al Quirinale, qui sono io che rischio la ghirba, mica lui».
«E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana».
Traduzione: «Dunque, quando Bersani faceva le lenzuolate noi urlavamo che erano tutte cazzate e abbiamo votato contro, però adesso non se lo ricorda più nessuno quindi diciamo che andavano benissimo. A proposito, Bersani la pianti di parlare di bunga bunga che tanto lui non ne sa niente, a lui piacciono solo i distretti delle piastrelle e i produttori di tondini. Quindi facciamo che voi lasciate perdere tutti i miei reati, le nipotine di Mubarak e le leggi ad personam, e io in cambio sarò tanto buono da occuparmi ogni tanto di quella cosa pallosissima che è l’economia, d’accordo? Eddai, ci siete sempre cascati, cosa vi costa cascarci un’altra volta?»
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