domenica 3 gennaio 2010

Noi teniamo duro.



Il nemico ha mollato il colpo. E noi fino a quando resisteremo?

Ps: dai, scriviamo in massa a Flebuccio.

Si chiama Philomene.



Visto che su Repubblica l'hanno nuovamente snobbata (foto), ve lo diciamo noi: la moglie di Sergio Cicala si chiama Philomène Kaboré.

Cribbio! Due errori su una notizia che mi riguarda! Mi consenta!



Pagina 2 di Repubblica di ieri: due scivolate in pochissimi centimetri quadrati:

La prima: ma cribbio, quanti italiani sanno dove si trova Villasanta? Forse quelli che abitano nella zona a nord-est di Milano, ma forse non tutti. Figuriamoci il lettore di Tarvisio o quello di Canicattì.

La seconda: il sito in cui è stata pubblicata la foto della "prima apparizione post Tartaglia" di Berlusconi non si chiama www.sanprecario.com, cribbio! si chiama precariosan.blogspot.com

Mi consenta!

Brevi di sport.

Segnaliamo il pezzo di Andrea Sorrentino da Abu Dhabi sull'idea di un mondiale nel deserto.

A Repubblica devono aver fatto due conti: mandare Sorrentino fin là solo per gli sfoghi di Mourinho, effettivamente costava troppo.

Segnaliamo anche l'intrusione di Dario Cresto-Dina nella sezione sportiva con una lunga intervista a Francesco Totti.

Ce lo ritroveremo spesso nello sport Cresto-Dina? No, così, giusto per saperlo.

Per fortuna che qualche pagina dopo ci pensano Maurizio Crosetti e Mario Fossati a raddrizzarci la giornata con due perle su Fausto Coppi.

sabato 2 gennaio 2010

Il ragazzo della via Gluck. E di largo Fochetti.



L'amico Occam ci segnala un post in cui si disquisisce sulla scelta di Repubblica di aver pubblicato un paio di settimane fa in prima pagina un articolo di Adriano Celentano.
Vi anticipiamo il finale, tanto non è un giallo di Agatha Christie:

"...perché mai un giornale autorevole a battagliero come Repubblica deve affidare a Celentano uno spazio così visibile, perché dare tanto credito a una persona notoriamente ignorante, come lui stesso più volte sottolinea? Perché contribuire a creare luoghi comuni? Quando ho letto questo articolo, ero al bar. Abito in una strada popolare e i commenti quel giorno vertevano su Berlusconi. Dei suoi problemi con la giustizia. Erano commenti pro e contro, facili da fare, un po’ di pancia, come si dice. Niente di male, s’era di mattina presto in un bar popolare. Ma la cosa inquietante era che il tono di quei commenti assomigliava al tono, alla grana elementare, dell’articolo di Celentano. E il fatto ancora più inquietante era che Repubblica stava legittimando quel tipo di commenti. Dal bar sotto casa mia passavano per via direttissima alle pagine di Repubblica. L’ignoranza non è certo un bene per lo sviluppo democratico di un paese. Questo lo sappiamo tutti, ma nobilitarla in prima pagina è veramente un peccato grave."

Omertà?

Dobbiamo rendere conto che oggi, su Repubblica, non c'è traccia di eventuali sviluppi sulla triste storia raccontata da Shulim Vogelmann il 30 dicembre scorso.

Gianni Brura.



Sono convinto che Mura è la reincarnazione di Gianni Brera.

Perchè:

1) tutti e due si chiamano Gianni
2) il cognome finisce con RA
3) Il fisico (diciamo pure "la stazza") è lo stesso
4) Le facce poi, le avete viste ? Sono uguali
5) La prosa e lo stile di scrittura. Chi ha amato Brera mi dica se non lo ritrova in Mura.
6) L'amore per la cucina (soprattutto lombarda) e il buon mangiare . Se non è genetico questo.

Gianni (Brera) grazie per essere sopravvissuto. Sono sicuro che ti sei clonato nel DNA di un pezzetto di "cassoeula".

GPP

La parodia di sé stesso



Buongiorno e Buon Anno.

Io non so se Vittorio Feltri legge i nostri esercizi di stile. Ma penso che questa cosa che ho scritto sul mio blog da un lato vada in quella direzione (peccato l'autore sia lui stesso e non io), dall'altra rivaluta tutti gli editorialisti di Repubblica e pure Angelo Aquaro.

Nonunacosaseria

Donne copertina.





Ecco qui le ultime due copertine di Panorama ed Espresso.

Due copertine in un certo senso importanti perchè si tratta dei due primi numeri dell'anno e dunque con le solite previsioni su politica, società, costume.

Ecco, io credo che mai come stavolta le due immagini di donna prescelte siano rappresentative dello spirito dei due settimanali.

Supersoul68


Update: ne ha parlato anche Michele Boroni sul suo blog.

Severgnini fa il Mura.

Sul Corriere del 31 dicembre, Beppe Severgnini prova a imitare Gianni Mura dando i voti ad alcuni personaggi pubblici che hanno fatto in qualche modo notizia nel 2009.

Meglio Mura, decisamente.

Se i sequestrati sono più importanti dei morti.



Repubblica.it ne ha combinata un'altra delle sue. 31 dicembre, pomeriggio inoltrato, è appena arrivata la notizia della morte della giornalista canadese Michelle Lang sotto una bomba in Afghanistan.

Il sito del Corriere dà la giusta importanza alla notizia (sopra)

E il sito di Repubblica che fa? Mette in primo piano il rapimento dei due reporter francesi limitandosi a parlare della morte di Michelel Lang solamente all'interno del testo con il solo alibi di aver messo a fianco la foto della sfortunata giornalista canadese (sotto).

venerdì 1 gennaio 2010



E dopo Andrea Sorrentino ad Abu Dhabi per l'Inter, ecco Emanuele Gamba a Gedda per la Juventus.

Ps: il Corriere non ha mandato nessuno, né ad Abu Dhabi né a Gedda.

Sforzi inutili.



Vani e inutili gli sforzi della nostra Caterina per convincere quelli di Repubblica.it che il nome dell'italiana rapita in Mauritania è Philomène Kaboré e non Philomene Kaborelare come riportato ancora oggi sul sito (foto).

Murales.

Pubblichiamo di seguito la selezione di nomi relativa alla terza parte dell'elenco dei 100 nomi dell'anno di Gianni Mura.

Prima però vogliamo riportare l'autorimprovero di Mura all'errore di battitura riguardante Marchisio:

A essere pignoli, Moretti non è amministratore di Trenitalia ma di tutte quante le FF. SS. E Marchisio, della Juve, si chiama Claudio, non Alberto. I voti non cambiano, la sostanza nemmeno, ma gli errori restano. Quindi mi giro un 4.

PIERELLI CARLO (suiveur) Chiaravalle, bel nome per un cimitero. Come nella canzone di Guccini, voglio però ricordarti com' eri, allegro e fiducioso appena uscito dall' ospedale, lo Chablis in frigo, i progetti per il 2010, e pazienza se si partirà dall' Olanda. Neanche una settimana ed eri già a Chiaravalle. Al Tour ti ricorderemo da nomadi: mangiando e bevendo come bestie per soffocare il magone. Fà balà l' oeucc resterà la parola d' ordine dell' equipaggio, car el mé Carlett, e un cd di Mina lo porto lo stesso. E tutto il resto è strada, strade e ricordo.

PIETRANGELI PAOLO
(cantautore e regista) Quello di "Contessa", sì, ma è riduttivo. Di canzoni, anche migliori secondo me, ne ha scritte molte altre. Ne troverete quarantotto (alcune inedite) in "Antologia", due cd da ascoltare con la giusta attenzione (anche alla metrica e ai giochi di parole). 8

PILLON GIUSEPPE (allenatore) L' ha fatto. I se e i ma son venuti dopo, lui intanto l' ha fatto. Tutti fermi e gli avversari pareggiano. L' ha fatto a livello professionistico, non nel campionato dei ragazzini. S' è trovato contro il presidente e il capitano dell' Ascoli, ma intanto l' ha fatto. In un mondo non di ladri ma di simulatori e di scorretti c' è stata la corsa a farlo passare per uno sprovveduto. Qualcuno ha pure cercato di spiegargli cos' è il vero fair play. La faccio corta: 10.

RIVA GIGI (ex calciatore) Domanda del Corsera: chi è lei oggi? Risposta: «Uno che ha mantenuto i piedi per terra. Sono stato semplicemente un giocatore di calcio, non un premio Nobel. E ho pure avuto la fortuna di nascere in Italia. Fossi nato in Alaska avrei spalato la neve». 9, ovvero come si può fare gol restando seduti.

SANNUCCI CORRADO
(giornalista, scrittore e cantautore) Non conta quanta strada si fa, ma con chi. Corrado era uno dei nostri, e tale resta, ma non è vero che tutto va avanti allo stesso modo. Ci manca tantissimo.

SARTI TERESA IN STRADA (già presidente Emergency) Eravamo noi dei suoi: lo straccio bianco per la pace, il diritto di tutti alla salute, la bestialità della guerra, gli effetti collaterali. Bellissimi funerali i suoi, nel verde dell' Arena, e con parole che sembravano fiorire: libertà, diritti, solidarietà. Al suo posto è stata eletta la figlia Cecilia. Un anemone a testa. Uno bianco e uno rosso.

SCHIAVONE ALBERTO (libraio e scrittore) Torinese trapiantato a Bologna, non ancora trentenne. "La mischia" (Ed. Cult) è il suo primo libro. Uno dei migliori, dell' a sfondo sportivo, letti quest' anno. Parla del calcio giovanile, di ragazzi già pieni di cinismo, di genitori pronti a sfruttarli e presidenti maneggioni. Una bella scrittura secca, precisa, essenziale. E niente lieto fine: 7,5.

SCUDO FISCALE Capisco che chiamare un' operazione «presa per il culo» possa essere controproducente. Ma scudo per chi, di grazia? Per i disonesti, bisogna specificare ma non è stato fatto (voto 2). Per capire meglio, si consiglia lettura del pezzo di Tito Boeri pubblicato ieri.

SEMPLIFICAZIONE (ministero della) È un caso che l' abbiano affidato a persona già semplificata? Nel dubbio, mi astengo.

SIRIGU SALVATORE (calciatore) Nel settore portieri, siamo alla canna del gas. Meno male che ogni tanto ne spunta uno che promette parecchio: 7,5.

TOMMASI DAMIANO (calciatore dilettante) Auguro al Sant' Anna d' Alfaedo di salvarsi. Il resto è riconoscimento a un calciatore straordinario in senso etimologico e reale: 9.

UDREA ELENA (politica) Ex modella, bella, bionda, due dicasteri (Turismo e Sviluppo generale). In passato accusata di corruzione. Dovrà gestire miliardi del fondo Ue. Succede in Romania, cosa credevate?

VAN DER SAR EDWIN (calciatore) Fa la cosa giusta, l' unica possibile. E tanti auguri a sua moglie Annemarie.

VENTURA GIAN PIERO (allenatore) Il Bari ha giocato finora il miglior calcio della serie A. Il suo tecnico si racconta con ironia e distacco: 8,5. Chissà certi professorini, al posto suo.

L'angolo dei libri.



Ci permettiamo di segnalare due libri freschi freschi di due amici di PPR.

Il primo si chiama Lunga vita al PD: la battaglia delle primarie, il fattore Repubblica e la variabile Di Pietro di Andrea Ambrosino, abituale frequentatore di PPR. Il libro prende spunto da sei mesi di lotta interna al PD, senza tralasciare uno sguardo a quello che succedeva intorno.

Lunga Vita al PD
, vuole essere un diario di viaggio attraverso quello che è stato il vero evento politico dell’anno: le primarie del PD. La lotta per la segreteria del più grande partito di opposizione che in un anno ha cambiato tre segretari. Veltroni, Franceschini, Bersani.

Il libro è disponibile a 13 euro su lulu.com e presto anche su amazon.com dove sarà possibile ordinare una copia cartacea o acquistare direttamente la copia ebook dal sito.




Il secondo libro in realtà si tratta di un audiolibro e si chiama Mi manda Somerset. «Il caso Benedetto» e parla di un'agenzia investigativa capitanata dalla bellissima e grassissima Amanda Sommers che difende le donne vittime di stalking. Una fiction letteraria firmata Rory Cappelli (giornalista di Repubblica) divenuta cult con la trasposizione in audiolibro pubblicato a puntate da Alfaudiobook Editore e disponibile a 15 euro su IBS.

Buon anno da Trenitalia.



Non potevamo iniziare il nuovo anno senza segnalare il crudo racconto dello scrittore Shulim Vogelmann (foto) apparso in prima pagina su Repubblica il 30 dicembre scorso.

Ecco l'incipit del racconto:

"Caro direttore, è domenica 27 dicembre. Eurostar Bari-Roma. Intorno a me famiglie soddisfatte e stanche dopo i festeggiamenti natalizi, studenti di ritorno alle proprie università, lavoratori un po' tristi di dover abbandonare le proprie città per riprendere il lavoro al nord. Insieme a loro un ragazzo senza braccia.

Sì, senza braccia, con due moncherini fatti di tre dita che spuntano dalle spalle. È salito sul treno con le sue forze. Posa la borsa a tracolla per terra con enorme sforzo del collo e la spinge con i piedi sotto al sedile. Crolla sulla poltrona. Dietro agli spessi occhiali da miope tutta la sua sofferenza fisica e psichica per un gesto così semplice per gli altri: salire sul treno. Profondi respiri per calmare i battiti del cuore. Avrà massimo trent'anni."


Il resto lo trovate qua.

In rete c'è già chi sostiene che Vogelmann si sia inventato gran parte delle cose che ha scritto, resta il fatto che quanto è successo su quel treno resta di una crudeltà devastante.

E come dice l'ottimo Aghost, noi di PPR siamo molto contenti che questa testimonianza agghiacciante sia stata pubblicata dal "nostro" giornale.


Ringraziamo anche Antonio Lo Nardo per averci ricordato la triste vicenda. Da parte nostra chiediamo scusa per averne reso conto solamente oggi.