Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi che abbiamo letto D.
Citazione contesca a parte, le facce un po’ così sono quelle che abbiamo trovato sabato scorso sul nuovo numero di D - non più Repubblica delle Donne, e che vedete qui sotto.

Ma prima di parlare di queste facce, vorremmo scrivere due righe in generale sulla nuova versione del femminile di Largo Fochetti.
Diciamo subito: la grafica ci piaceva di più prima. Quel carattere graziato e per di più corsivo che la fa da padrone nella nuova veste, ci sembra irritante e fuori tema con il resto della grafica. A parte le font utilizzate, non ci sembra che il resto della grafica abbia subito particolari scossoni.
Continuiamo ad apprezzare la qualità della stampa che rende giustizia alle belle foto presenti sul magazine. Fateci caso: quale altro periodico utilizza una carta così porosa da rispettare la brillantezza del contrasto e il nero pieno delle zone scure? Ok, lo sappiamo, sono seghe mentali da addetti ai lavori. Però, a noi addetti ai lavori, è una sega che piace molto.
Copertina (sotto): non ci convince la cornice bianca ai lati. Dà una sensazione di incompiuto, di irrisolto. E anche qui vale lo stesso discorso sulla scelta del carattere in corsivo.

Contenuti: non male. Come non erano male prima. I reportage sono fatti bene e si fanno leggere senza fatica.
Da un piccolo sondaggio fatto su moglisorellecuginemammesuocerezieamichevicinedicasaconoscenticassieredelsupermercatinosottocasa vien fuori che tutto sommato piace, che in giro c’è di peggio e che di gran lunga, il D di Repubblica, è meglio del femminile del nemico.
Ma torniamo alle facce di prima. Sono quelle che accompagnano le rubriche (alcune nuove) presenti nella prima parte del giornale.
Ma le avete viste bene? Ma dai! Hanno voluto fare i sofisticati anche in queste foto. Ma dai!!! Dovrebbero essere delle semplici e spontanee foto degli autori delle varie rubriche e invece sembrano fatte per Vogue.
Ma le avete viste bene? Ma dai!
Però, ciascuna di queste foto ha un grandissimo merito. Quello di averci fatto scoprire che:
Giampaolo Visetti, corrispondente da Pechino (noto a noi feticisti per averci raccontato da dio la tragedia di Beslan), ha una faccia decisamente allucinata. Ma l’hanno scattata a Beslan questa foto?

Vittorio Zucconi è drammaticamente invecchiato. E di colpo poi. Vittorio, torna in Italia. La Liguria ti aspetta.

Guia Soncini, la new entry di D, è maledettamente snob. Oltre che somigliare molto ad Isabella Ferrari. O è la Ferrari che somiglia alla Soncini?

Federico Rampini è inguaribilmente triste. Da quando è tornato negli States ha cambiato faccia. Ma dove sono finiti i riccioli di una volta, Federico?

E per finire, Sylvie Coyaud, vecchia conoscenza di D e storica voce di Radio Popolare . Ha una faccia indiscutibilmente curiosa, oltre che sconosciuta. Cara Sylvye, non sappiamo stabilire se è più spigoloso il tuo profilo o il tuo nome-cognome.

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi che abbiamo posato per D.












