mercoledì 23 dicembre 2009

Carmen o Romy? Questo è il problema.



Solito recidivo problema di interpretazione degli strilli di apertura di R2: se uno non sapesse che volto aveva la bella Romy Schneider, si chiederebbe chi è la donna ritratta nella foto.

martedì 22 dicembre 2009

Si prega di ripassare il Mereghetti prima di scrivere certi titoli.



Cari titolisti (e strillisti) di Repubblica, De Niro ha fatto otto film con Scorsese, e fra questi è stato un assassino per ben tre volte: in Taxi driver, in Goodfellas e in Cape Fear.

(da un assist di Caterina)

Aquarello.

Come si poteva titolare meglio un post che parla del pezzo di oggi di AA sulla pittrice Carmen Herrera?

Caro AA, il pezzo qui in redazione è piaciuto. A parte un paio di refusini: matriosca anzichè matrioska (ma si può scrivere anche con la "c") e ambaradan anzichè ambaradam da Amba Aradam.

Infine, abbiamo trovato un po' confusionario questo passaggio a metà articolo: "Il mondo dell’arte, si sa, è impazzito come una maionese e l’uovo, naturalmente, è born in the Usa: Richard Polsky lo spiega bene nel suo Ho venduto Andy Warhol (troppo presto), piccolo grande successo editoriale di settore, analisi spietata della trasformazione del “mondo dell’arte” in “mercato dell’arte”."

Concorso di cinismo.



Il sito del Corriere prima parla di morti e feriti e poi subito dopo lancia un bel concorso.

Al cinismo non c'è mai fine.

R2Cult ha fallito il suo obiettivo.

E’ passata un po’ inosservata la chiusura del sondaggio su R2Cult. Il che è curioso se pensiamo che l’inserto rimane una ferita ancora aperta per buona parte dei feticisti (con l’eccezione di Massi), in quanto a distanza di un mese e mezzo dal lancio rimane ancora in piedi la discussa impostazione iniziale. Parliamone, dunque, provando ad interpretare i dati.



I 123 votanti, una partecipazione di tutto rilievo, si sono così espressi:

Il 52% dei votanti, di fatto, ritiene che l’inserto abbia fallito il suo obiettivo.

Il 20,3% lo trova irritante, il 15,4% “inutile” mentre il 16,3% manifesta indifferenza;

Il 43,9% ha espresso un parere complessivamente positivo: l’8,1% ritiene R2 Cult “indispensabile”, il 14,6% “molto interessante” mentre per il 21,1% “si fa leggere”;

Infine il 4,1% non ha manifestato alcun parere (il che però potrebbe non deporre a favore dell’inserto).

Non paiono i numeri di un inserto accolto trionfalmente. Anzi, il sondaggio mostra una polarizzazione più marcata verso i giudizi negativi: il 35,7% ha espresso un parere fortemente critico contro il 22,7% dichiaratamente a favore.
Poiché la bocciatura ha prevalso, come da attese, alla luce dell’elevato numero di commenti negativi apparsi sul blog subito dopo il lancio e ancora nelle settimane successive, proviamo a compilare un elenco dei cambiamenti che sono stati chiesti a gran voce dai blogger:

1) abolizione delle tre pagine di apertura che, fino ad oggi, si sono distinte per la totale inutilità degli argomenti trattati (non a caso, Berselli vi si affaccia spesso), con la sola eccezione delle classifiche del decennio. Due ipotesi sulla loro destinazione: restituzione alla sezione Cultura e/o ampliamento delle altre sezioni,
cinema e musica rock in primis;

2) libri: maggior presenza di critici letterari e più ampio respiro per le recensioni;

3) cinema: sezione da assegnare esclusivamente ai critici cinematografici Nepoti e D’Agostini cui va però dato maggior spazio (vedi punto 1);

4) musica rock: dignità alle recensioni simile a quella che hanno le altre sezioni, quindi una pagina intera (vedi punto 1). Vogliamo anche i pallini, per coerenza. E basta con la denominazione “I CD”. La sezione va intitolata alla musica, non al supporto di fruizione;

5) spendere bene: un corpo estraneo da estirpare;

6) televisione: redigere una breve guida al meglio della settimana entrante e prevedere uno spazio di approfondimento critico di un programma;

7) metro di giudizio: 4 palline.

Considerato che l’inserto non ha avuto alcun impatto positivo sulle vendite, almeno a giudicare dalla declinante tiratura del sabato (scesa addirittura a 522mila copie la scorsa settimana), potrebbe essere un gesto di umiltà da parte del curatore (ma chi è?) quello di rivederne l’impostazione.

Proviamo a rifare la rilevazione di gradimento tra 3 mesi e vediamo se possiamo certificare un miglioramento. Noi siamo fiduciosi.

Barbapapà

Stefano Bartezzaghi legge PPR.



Che il grande Bartezzaghi legga PPR ormai è un dato di fatto visto che oggi, nelle pagine di Cultura, fa propria la battaglia su «Copenhagen / Copenaghen».

Ringraziamo Occam per la soffiata.

Guardate come sono snob.



Ormai la notizia è vecchia, ma va forse ricordato che domenica scorsa Pietro Citati è riuscito nella stupefacente impresa di dedicare due paginate di tronfia parafrasi a "A Christmas Carol" di Dickens senza menzionare il fatto che in questi giorni vi è nelle sale il film omonimo tratto dal racconto, diretto da Robert Zemeckis, e con Jim Carrey. Si sperava che la sua lenta marcia di avvicinamento al cinema contemporaneo (precedenti tappe: Charlie Chaplin, a cui ha dedicato l'estate; e Jacques Tati, a cui ha dedicato l'autunno) fosse finita; ma non è così. Ovviamente, l'uomo lo fa apposta: un beffardo "P.S." segnala che nelle librerie vi è l'edizione Bur dei "Racconti di Natale." Scemi noi a cascarci. 

Caterina 

La prossima volta ti mandiamo a casa Alex.



I tre giorni di riposo di AA ce lo hanno riconsegnato in una forma smagliante.

Oggi a pagina 27, c'è un suo pezzo sul nuovo servizio Goggles di Google.

Come al solito, ecco tre bei refusi "pesanti" su altrettanti nomi propri. Iniziamo proprio con l'ingegnere che ha creato Goggles, Shailesh Nalawadi: AA tralascia un'acca nel nome (foto sotto).



Sempre nella stessa foto seguono gli altri due errori: il secondo è micidiale e va a toccare il regista preferito dal Feticista Supremo: Stanley Kubrick. AA si dimentica la "c" nel cognome e questo è un errore da matita rossa e blu messe insieme.

L'ultimo è un refuso di battitura, lo vedete da soli sempre in fondo alla seconda foto.

Caro AA, Stanley non ce lo dovevi toccare! Per questa volta ti perdoniamo, ma la prossima volta che scrivi Kubrik ti mandiamo a casa Alex e i suoi drughi.

O forse pensavi che il regista di Arancia Meccanica fosse la stessa persona che ha inventato il famoso cubo e quindi hai fatto un mix di cognomi?

Rimandato.

Tutto è cambiato, niente è cambiato.

Per una volta, si torna al solito menu (ottimo e gustoso): Gianni Mura che si riprende il Punto della giornata calcistica e il miglior gol di giornata.

In attesa della prossima partita di GM. Che a questo punto sarà l'anno prossimo.

Povero Paolo.



A pagina 44 c'è una intervista di Paolo D'Agostini a Sabrina Ferilli sui cinepanettoni.

Che spreco, povero PD'A.

Elogio di Ezio Mauro.



Leggiamo sul blog di Andrea De Luca:

La Repubblica è il quotidiano che leggo di più, quasi tutte le mattine. Mi è piaciuto molto l'editoriale di Ezio Mauro del 16 dicembre. Il direttore ha voluto rispondere all'Onorevole Cicchitto il quale ha detto: "A condurre questa campagna di odio è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L'Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio".
Mauro mi ha dato quasi l'impressione che fosse arrabbiato. Ha scritto che chi critica il governo, chi manifesta un'opinione diversa diventa un nemico del Paese, un fomentatore di odio. E di questi tempi purtroppo va così. Come ha scritto il direttore, anche io ribadisco il suo concetto: Cicchitto non conosce assolutamente il concetto di pubblica opinione. Se scambia il lavoro di un giornale per violenza è soltanto un irresponsabile e un antidemocratico. Il compito de La Repubblica è quello di informare i cittadini. Aggiungo con estrema franchezza che l'odio non è certo alimentato dai giornali, ma dal clima politico creato dall'attuale governo di cui anche Cicchitto fa parte.
Parole giuste e di speranza che mi trovano assolutamente d'accordo. Mi sento assolutamente rappresentato da La Repubblica, in questo duro periodo dove il dissenso è criminale. Queste parole fanno di lei un grande giornalista. Tutta la mia stima. Complimenti Ezio Mauro.

Barbone sarà lei.



Repubblica c'è cascata nuovamente (due giorni consecutivi): oggi a pag. 9 in un sommarietto a supporto del pezzo di Anais Ginori.

Nel sommarietto è ancora più grave.

Igor Man, giornalista.



Torniamo ancora sulla morte del grande Igor Man proponendovi l'incipit di un bellissimo post tratto dal blog di anecòico:

Il rito si consumava ogni sabato pochi minuti dopo il pranzo. Liberavo dal cellophane "Specchio" e sfogliavo le prime pagine di carta patinata alla ricerca di “Ritorno al futuro”, la rubrica di Igor Man. Avevo una quindicina d’anni e davo voce alle parole del Vecchio Cronista leggendole a mio padre, che da ragazzino aveva letto con avidità i reportage comunicati al telefono dal giornalista dagli scenari di guerra d’oriente.

Continua qui.

lunedì 21 dicembre 2009

Philomene Kabouree! Philomene Kabouree! Philomene Kabouree!



Rapimento della coppia di italiani in Mauritania: Repubblica continua anche oggi a snobbare il nome della moglie di Sergio Cicala.

Evidentemente la sorte della povera Philomene Kabouree, originaria del Burkina Faso, non interessa a nessuno; nè ai giornalisti di Repubblica, nè ai suoi lettori.

Domani apriamo un gruppo su Facebook a sostegno di Philomene Kabouree.

Nevica, governo ladro!

Oggi abbiamo postato poco perchè i 30 centimetri di neve scesi su Milano hanno decimato la redazione.

Solo ad Arcore non è nevicato.

Metterci una toppa.

Repubblica oggi scivola clamorosamente sull'apertura di R2: fa la solita menata sui gruppi neonazi, poi a tarda sera si scopre che l'insegna di Auschwitz l'hanno rubata dei delinquenti comuni e l'articolo viene risistemato in fretta e furia anzichè levarlo proprio dalla pagina! In sostanza, un articolo che si smentisce da solo.

Gabriele