E’ passata un po’ inosservata la chiusura
del sondaggio su R2Cult. Il che è curioso se pensiamo che l’inserto rimane
una ferita ancora aperta per buona parte dei feticisti (con l’eccezione di Massi), in quanto a distanza di un mese e mezzo dal lancio rimane ancora in piedi la discussa impostazione iniziale. Parliamone, dunque, provando ad interpretare i dati.

I
123 votanti, una partecipazione di tutto rilievo, si sono così espressi:
Il
52% dei votanti, di fatto, ritiene che l’inserto abbia fallito il suo obiettivo.
Il
20,3% lo trova irritante, il
15,4% “inutile” mentre il
16,3% manifesta indifferenza;
Il
43,9% ha espresso un parere complessivamente positivo: l’
8,1% ritiene R2 Cult “indispensabile”, il
14,6% “molto interessante” mentre per il
21,1% “si fa leggere”;
Infine il
4,1% non ha manifestato alcun parere (il che però potrebbe non deporre a favore dell’inserto).
Non paiono i numeri di un inserto accolto trionfalmente. Anzi, il sondaggio mostra una polarizzazione più marcata verso i giudizi negativi: il
35,7% ha espresso un parere fortemente critico contro il
22,7% dichiaratamente a favore.
Poiché la bocciatura ha prevalso, come da attese, alla luce dell’elevato numero di
commenti negativi apparsi sul blog subito dopo il lancio e ancora nelle settimane successive, proviamo a compilare un elenco dei cambiamenti che sono stati chiesti a gran voce dai blogger:
1) abolizione delle tre pagine di apertura che, fino ad oggi, si sono distinte per la totale inutilità degli argomenti trattati (non a caso, Berselli vi si affaccia spesso), con la sola eccezione delle classifiche del decennio. Due ipotesi sulla loro destinazione: restituzione alla sezione Cultura e/o ampliamento delle altre sezioni,
cinema e musica rock in primis;
2) libri: maggior presenza di critici letterari e più ampio respiro per le recensioni;
3) cinema: sezione da assegnare esclusivamente ai critici cinematografici Nepoti e D’Agostini cui va però dato maggior spazio (vedi punto 1);
4) musica rock: dignità alle recensioni simile a quella che hanno le altre sezioni, quindi una pagina intera (vedi punto 1). Vogliamo anche i pallini, per coerenza. E basta con la denominazione “I CD”. La sezione va intitolata alla musica, non al supporto di fruizione;
5) spendere bene: un corpo estraneo da estirpare;
6) televisione: redigere una breve guida al meglio della settimana entrante e prevedere uno spazio di approfondimento critico di un programma;
7) metro di giudizio: 4 palline.
Considerato che l’inserto non ha avuto alcun impatto positivo sulle vendite, almeno a giudicare dalla declinante tiratura del sabato (scesa addirittura a 522mila copie la scorsa settimana), potrebbe essere un gesto di umiltà da parte del curatore (ma chi è?) quello di rivederne l’impostazione.
Proviamo a rifare la rilevazione di gradimento tra 3 mesi e vediamo se possiamo certificare un miglioramento. Noi siamo fiduciosi.
Barbapapà