domenica 30 novembre 2008

Barbone sarà lei.



Insomma basta. Questa settimana Repubblica ha proprio toccato il fondo. Nel giro di tre giorni, in prima pagina, è stato utilizzato per ben due volte il termine barbone.

Chissà Gianni Mura com'è incazzato!

sabato 29 novembre 2008

Mumbai: pronto riscatto di Repubblica, grazie ai senatori e a una botta di culo pazzesca.



Dopo aver perso ai punti contro i nemici del Corriere la giornata di ieri (il Corriere aveva 4 pagine contro le 3 scarse di Rep), oggi c'è stata la pronta riscossa arrivata grazie ai senatori Bernardo Valli, Guido Rampoldi, Federico Rampini e Carlo Bonini che hanno riempito paginate di roba sulla strage.

Senza dimenticare il prezioso reportage di Raimondo Bultrini e la cronaca puntuale di Laura Montanari da Firenze per raccontarci dell'unico morto italiano, Antonio Di Lorenzo.

Ma la botta di culo di Ezio Mauro è stata quella di avere a Mumbai due collaboratori di Repubblica che si trovavano là per altri motivi: Marilena Malinverni e Davide Scagliola. Entrambi lavorano per D La Repubblica delle Donne, lui è un fotografo (qui il suo sito) e lei è un caposervizio. Ecco sfornato in un attimo il loro reportage a quattro mani da Mumbai. Più dentro la notizia di così si muore.

Piccola curiosità: Davide Scagliola (nella foto qui sotto) aveva contattato uno dei redattori di PazzoPerRepubblica un paio di anni fa per chiedergli un preventivo per la realizzazione del suo sito internet. Poi non se ne fece nulla.

venerdì 28 novembre 2008

La pagina che non volle farsi colorare.



Sulla copia che è arrivata in redazione qui da noi, la pagina 28 (quella a sinistra) non ne ha voluto sapere di farsi colorare.

Solo Repubblica poteva.



Creare un formato pubblicitario così.

Mumbai, 125 morti. C'è il pezzo di Bultrini e anche quello della Caferri anche se non sapremo mai se è la o qua o altrove.

Azzeccata la nostra previsione della notte scorsa in cui parlavamo di un probabile articolo di Raimondo Bultrini sulla mattanza di Mumbai. Tra l'altro, leggendo il pezzo di Bultrini, sembra proprio che Raimondo si trovasse a Munbai.

Azzeccata anche la previsione di un pezzo dell'inviata con le palle Francesca Caferri anche se dal pezzo non si capisce se Francesca sia in zona o no. Il suo pezzo è un'intervista ad uno scrittore indiano che sta a New York e quindi non è escluso che la Caferri sia possa essere a Manhattan. Proveremo a contattarla.

Non c'è invece il presunto pezzo di Federico Rampini. Ma ci sarà domani.

Viva la Figth...

Notevolissimo lo strafalcione nel titolo di R2 di pagina 45:

"Legionarius, star da Figth club".

Si scrive Fight!

Gabriele

Repubblica e la frittata indiana.

Praticamente stellare l'auto-buco di Repubblica sulla strage in India.I giornalisti del nostro quotidiano preferito hanno scoperto dai nemici del Corriere (grazie a Fiorenza Sarzanini) che a Mumbai si trovavano due giornalisti del Gruppo Espresso (Davide Scagliola e Marilena Malinverni), scampati per fortuna all'attacco. Mentre sul cartaceo non si trova traccia di questa notizia (a differenza del giornale di via Solferino), sul web i capi di Repubblica.it si sono precipitati a inserire in mattinata la notizia ("Due giornalisti di Repubblica a Mumbai") con annessa testimonianza audio.

Però mezza frittata era ormai fatta...

Lele

mercoledì 26 novembre 2008

martedì 25 novembre 2008

Un titolo che farà arrabbiare Gianni Mura.



Questo titolo sulla prima pagina di Repubblica di oggi, contiene una parola che avrà fatto arrabbiare leggermente il buon Gianni Mura.

lunedì 24 novembre 2008

Aspettando il terzo articolo su Bretton Woods.



Alla vostra sinistra il fondo di Luigi Spaventa sulla prima pagina di oggi di Affari&Finanza. Alla vostra destra il fondo di Eugenio Scalfari sulla prima pagina di Repubblica del 9 novembre scorso.

Non c'è il due senza il tre.

domenica 23 novembre 2008

Dal mucchio spunta qualcuno che spezza una lancia a favore di Repubblica e propone De Bortoli come direttore.



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

"Non mi piace l'esagerazione di alcuni commenti.Repubblica, a mio avviso, costituisce l'esempio di un grande giornale che nel corso degli anni ha modificato probabilmente il profilo originale e "scalfariano".La vocazione naturale di questo giornale doveva essere quella di rivedere in altra forma, lo stile del francese "Le Monde".Austero, grande attenzione alla politica interna ed estera e commenti e opinioni anche non coerenti con la linea del giornale.Poi, già con Scalfari l'idea di giornale era cambiata e da foglio elitario e un po' snob si era trasformato in un giornalone .La direzione Mauro e i giorni della storia che camminano veloci, insieme alla concorrenza quotidiana e spietata di internet, hanno trasformato Repubblica in un grande quotidiano anglosassone, con una miriade inutile di supplementi, si salva forse il Venerdì, e una folle corsa con il Corsera per i collaterali il cui costo mi sfugge e forse è meglio così. Repubblica, pur in una eccellenza che tutti le riconoscono, ha mandato in edicola un prodotto completamente cambiato, un settimanale-quotidiano pieno di cose e di curiosità, a volte bellissimo altre volte di un nazional-popolare disarmante che, e lo dico scherzando, presuppone che il proprio lettorato sia composto da un esercito di disoccupati, perchè una lettura attenta richiede tempi che non sono certo in sintonia con la nostra quotidianità..Poi sul piano politico, l'identificazione del partito di Repubblica e alcune scelte infelici, hanno creato disaffezione e nel contempo il giornale non ha saputo davvero essere elemento di cambiamento politico con un dialogo aperto e senza preclusioni ideologiche fra idee diverse( si veda Anselmi e La Stampa ).Ora questa è la Repubblica di Mauro, un grande direttore.Però credo che l'anno che verrà porterà novità.Repubblica ha bisogno di cambiare, la filosofia mauriana è stata una lezione bellissima di giornalismo, ma il domani richiede un altro sguardo e filosofico e manageriale.Ecco perchè credo che al di là delle cortine fumogene dei gossip interessati , il nome di De Bortoli possa essere quello giusto per la "nuova" Repubblica. ".

Alvaro

El Mariacci stermina la famiglia.



A San Felice Extra Alessandro Mariacci ha sterminato la famiglia e poi si è ucciso.

Per Repubblica è andato Enrico Bonerandi.

sabato 22 novembre 2008

Corrado Zunino va a Pescara e fa incazzare il presidente della Paganese.



Sul sito ufficiale della Paganese Calcio, squadra che milita in Prima Divisione (ex C1), abbiamo trovato questa precisazione in merito all'articolo odierno di Corrado Zunino, che è andato a Pescara a curiosare sull'imminente fallimento della squadra locale di calcio.

In merito all'affermazione rilasciata dal Sig. Francesco Soglia al giornalista Corrado Zunino, inviato del quotidiano "La Repubblica" e riportata nell'articolo pubblicato in data 22/11/08 alla pagina 59 del suddetto giornale, nella quale si fa riferimento ad una presunta situazione economica estremamente precaria della Paganese Calcio 1926, l' Amministratore Unico della società Raffaele Trapani, tiene a precisare quanto segue: " La nostra società in tutti questi anni si è sempre contraddistinta per la puntualità nell'effettuare i pagamenti per ogni tipo di emolumento. Pertanto alla luce di ciò smentisco categoricamente quanto riportato quest'oggi nell'articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica".

Ecco il pezzo di articolo in oggetto: "Il gioco sarebbe quello di far fallire - il più dolcemente possibile - il Pescara calcio per ricomprarlo senza debiti. Francesco Soglia, il fratello, ex amministratore del club, smentisce: «Il Pescara sta meglio della maggior parte delle società del centrosud. Il Taranto, la Paganese, tutte inguaiate."

La versione integrale dell'articolo la trovate qui.

Altri tre schiaffoni dai lettori.

Siccome questo è un blog democratico, non possiamo evitare di pubblicare questi tre commenti che ci sono giunti in redazione:

Repubblica è praticamente da non leggere più!
Mirko

Perché vi ostinare ancora a leggere Repubblica? Guardate anche le cronache locali, sono indigeribili!
Simone

La verità è che il lettore ha abbandonato e sta abbandonando sempre di più Repubblica. Guardate ad esempio La Stampa: un pò alla volta la supererà. Ed è colpa di chi ha deciso di mettere presso le redazioni locali gente politicamente legata al potente di turno. Ne consegue che non ci sono più notizie. E avanti tutta con le bucature e con articoli inutili.
Sergio

venerdì 21 novembre 2008

Corriere e Repubblica, autunno bollente.



Aria catacombale nella stampa italiana. I dati, anticipati da Affari Italiani, vedono Repubblica perdere 100 mila copie di diffusione in un anno, Corriere della Sera 50 mila, Gazzetta dello Sport 25 mila. Cade a picco anche Libero, meno 9 per cento. Ma non è una questione di testate. La crisi, come si dice, è sistemica: in un anno le undici principali testate hanno perso 192 mila copie.
E la pubblicità? Subisce un tracollo. Manzoni, gruppo Repubblica-Finegil, perde il 4,6 nei primi otto mesi dell'anno, Rcs è a meno 2,4.
Considerando che all'estero testate storiche si preparano a smobilitare, si annunciano tempi da tregenda per la stampa italiana. Del resto sia Repubblica sia Corriere della Sera hanno in programma tagli di foliazione. E dai tagli di foliazione ai tagli di personale il passo non è così lungo. Per fermare l'emorragia è troppo tardi. Chi doveva muoversi, utilizzando le leve del multimediale, modificando profondamente quotidiani polverosi quasi quanto Zavoli, non lo ha fatto. E ora, a pagarne le conseguenze, saranno i giornalisti. E i lettori, che finiranno per perdere voci libere, sia pure impastate e un po' roche.

Dal blog Stampa Rassegnata.

giovedì 20 novembre 2008

Una chicca per i feticisti di Repubblica.



Foto tratta dal blog: Pecoramente

Pedoambiguità.



Sicuramente mi sbaglio, ma questo titolo del sito mi pare almeno ambiguo. E il sottotitolo pare volutamente scelto per aumentare l'ambiguità. Sarcasmo o leggerezza? A me pare un messaggio del tipo: non facciamo abbastanza, dobbiamo migliorare la nostra classifica. Ma perdendo o guadagnando posizioni?

Saul Stucchi

Luca che avrà 100 anni nel 2068.



Riportiamo di seguito un post che abbiamo trovato sul blog di Luca Sofri e che riguarda il nostro amato quotidiano:

"Questo è un tipico caso da “sono tutti contromano in autostrada o sono io?”.
Ditemi se mi sfugge qualcosa.

Nel paginone centrale di Cultura di Repubblica c’è un articolo di Citati dedicato al ‘68.
L’articolo si intitola “Il centenario del ‘68″.
Ripeto.
L’articolo si intitola “Il centenario del ‘68″.
Immagino un’invenzione, una provocazione, una battuta sulle sfinenti celebrazioni, e inizio a leggerlo.
Inizia così: “Durante questi mesi, moltissimi hanno celebrato il centenario del 1968 in modi che trovo singolari”.

Mai quanto il suo, professor Citati, mi viene da dire.
Ma non posso pensare che il lapsus del professore sia stato ripreso con tanta sventata cecità in corpo 180 dal titolista, e vagliato dalla redazione cultura senza battere ciglio.
Quindi probabilmente mi sfugge qualcosa.
Forse è successo quello che accade al protagonista di certi film: siamo nel 2068 e io non lo so."


Grazie Luca. Ci era sfuggito.

"Cari amici del blog, sono incazzato nero con Repubblica."

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

"Cari amici del blog, sono incazzato nero. Sulla Vigilanza Rai Veltroni e il PD (che io ho personalmente votato) stanno o non stanno facendo una figura di m....? Se sì, un giornale "libero e indipendente" come si dichiara Repubblica non dovrebbe scrivere qualche commento critico? Possiamo poi sperare di vedere un articolo in cui si giudichi il comportamento del "dalemiano" Latorre? Villari e Latorre sono anche loro colpa del Berlusca? Ore 17,24 del 20/11 e sento la nostalgia delle "mazzate" che il "compagno" Fuccillo dava a D'Alema su una Repubblica che forse non tornerà più. Se Scalfari non dedica il suo "Domenicale" alla Vigilanza e a Latorre Repubblica perde un lettore... Luca DC "

Repubblica. Un giornale senza identità.



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

"Repubblica soffre di una malattia molto particolare e tipica dei grandi quotidiani che non hanno saputo rinnovarsi. R2, che costituisce un interessante esperimento in Italia di approfondimento quotidiano, non ha fatto altro che rendere ancora più evidente la crisi di un giornalismo che deve forse tornare alla qualità dei commenti e delle inchieste e abbandonare l'antologismo popolare che rischia di rendere Repubblica un giornale senza identità. E poi credo sia giunto il momento di ringraziare Ezio Mauro e offrire la direzione ad un uomo che sappia uscire dall'equivoco politico di fare un giornale "democratico" e di sinistra. "

Alvaro

mercoledì 19 novembre 2008

Decadenza della Terza.

Il nostro nuovo collaboratore Saul Stucchi, già segnalato mesi fa per il suo blog Bel Paìs, lancia un dibattito sulla Terza Pagina.

Propongo che si apra il dibattito: secondo voi le pagine della cultura sono peggiorate o migliorate negli ultimi anni? A parer mio sono sensibilmente peggiorate. Cerco di spiegarmi. Innanzitutto noto che sempre maggior spazio viene dedicato a polemiche da bottega o di respiro poco più ampio; altro spazio prezioso viene poi speso per riferire di premi e riconoscimenti che fanno, anche qui, tanto Italietta provinciale. Aggiungo gli interventi, peraltro interessanti e acuti come quello di Salvatore Settis sull’edizione di oggi (ieri per chi legge), di esperti e “tecnici” che forse troverebbero migliore collocazione nelle pagine dei commenti.
Ci sono poi le recensioni di opere di collaboratori. Su questo punto continuo a concordare con quanto scritto anni fa da Beniamino Placido (di cui credo tantissimi di noi sentono la mancanza): molte testate straniere riservano ai lavori dei collaboratori uno spazio su un numero speciale pubblicato una volta all’anno (se non ricordo male, Placido citava Le Monde). Considerano infatti poco elegante recensire i lavori di questi ultimi, dando per scontato che esistono problemi di obiettività. Chi mai si permetterebbe di stroncare il libro di un autore che scrive per lo stesso giornale? In realtà una celebre firma di Repubblica un giorno mi ha raccontato un episodio significativo. Avendogli affidato la recensione del libro di un collega, il giornalista ne ha scritto quello che pensava veramente, in pratica stroncando l’opera (che pur ha goduto di buone recensioni su altre testate). Il caporedattore decise di non pubblicare la recensione per motivi di opportunità, anche perché l’autore del libro rivestiva (e riveste tutt’ora) un ruolo molto importante e ben visibile sull’edizione nazionale. Lo stesso caporedattore affidò la recensione a un altro redattore che svolse il compito affidatogli in modo “politicamente corretto”. Per lo stesso principio non nomino i nomi dei due giornalisti (recensore e recensito).
Tolti dunque i pezzi polemici, quelli encomiastici e le marchette, rimane alla fine poco – troppo poco, io credo – che valga la pena di essere letto. Confesso di avere la passione, da molti anni, di ritagliare gli articoli più interessanti. Ho notato che le pagine culturali finiscono sempre più spesso nel bidone della carta insieme al resto del giornale, mentre prima venivano almeno in parte salvate dall’oblio grazie a un paziente lavoro di forbice.
Ma ho detto fin troppo. Ora il dibattito, se volete, è aperto.
PS: ho controllato ora sul motore di ricerca dell’archivio. Il pezzo di Placido a cui facevo riferimento si può leggere qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/11/05/chi-di-premi-letterari-ferisce.html

Saul Stucchi

Ciao Carlo.



La notizia ci ha colti di sorpresa sfogliando Repubblica di oggi.

Se n'è andato Carlo Marincovich. Un grande.

Qui il pezzo su repubblica.it che annuncia la scomparsa.

Repubblica: le diffusioni sono in calo e si dà la colpa alla scuola. Sarà proprio così?



Fonte: Daily Media

Il ritorno della girovaga Lorenza.

Lorenza Pleuteri è una brava giornalista che sta girando l'Italia per Repubblica.

Prima a Milano per tanti anni, poi a Bari da qualche anno.

Oggi, però, la troviamo a Torino a scrivere sulla vicenda delle condanne della Thyssen Krupp. Qui il suo pezzo di oggi.

Lorenza, sei in odore di Paiolo d'Oro.

I soliti titoli.





Oggi su Repubblica in apertura di sport c'è un titolo che dice: "Le solite note" riferito alla minifuga delle tre squadre più titolate del calcio italiano.

Poco più in là, in apertura del dorso milanese c'è un titolo che dice "I soliti noti" riferito indovinate a cosa? Alla minifuga delle tre signore del calcio.

La solita fantasia.

martedì 18 novembre 2008

Clamoroso al Cibali.



Meryl Streep domenica era in campo con il Catania. Almeno secondo chi ha scritto ll titolino alla didascalia della foto del calciatore catanese che si abbassa i pantaloncini. Secondo lui non ha fatto uno “strip”, ma, appunto, uno “streep”. Vabbè, dice, stai a guardare il capello, si pronuncia uguale, no?

Fabio P.

lunedì 17 novembre 2008

Caro Berizzi, stavolta il Paiolo d'Oro non te lo toglie nessuno.



Ecco l'ennesimo scoop di Paolo Berizzi, che stavolta si infila nel mercato ortofrutticolo di Milano e per due euro e mezzo all'ora, rischia il culo scaricando cassette della frutta.

Ecco qui il suo reportage.

Il Paiolo d'Oro non glielo toglie nessuno.

domenica 16 novembre 2008

Interisti.

Qui in redazione abbiamo notato che l'interista di fiducia di Repubbblica, Gianni Piva, da qualche tempo segue i nerazzurri solo nelle partite interne. Ieri, per esempio, a Palermo c'è andato Andrea Sorrentino.

Trovate l'errore.

Titolo di oggi su Repubblica.it dopo Atalanta-Napoli 3-1: "L'Atalanta ferma il Napoli. Bergamo tabù per i nerazzurri". Se Bergamo fosse tabù per i nerazzurri vorrebbe dire che l'Atalanta non vince in casa da anni. Urge spiegare a Repubblica.it i colori delle maglie delle squadre.

Fabio P.

Caso Eluana Englaro: la Audisio va a dar manforte a Colaprico.



Nel caso di Eluana Englaro, segnaliamo l'arrivo a Lecco di Emanuela Audisio che oggi ha scritto uno strepitoso reportage sulla donna in coma da anni.

Ecco qui il suo pezzo.

Piero Colaprico tira il fiato.

mercoledì 12 novembre 2008

Gomerror.

Il buon Lele ci segnala questa cosa:

"Vi segnalo un errore senz'altro meno grave degli altri, però apparso sul nostro quotidiano preferito. A pagina 28 di Repubblica di oggi c'è una fotina della locandina del film Gomorra, ma nella didascalia si parla solo del libro. Lo so, è una fesseria. Ma noi ci teniamo così tanto...".

Vivo, vegeto e morto.

Riceviamo e pubblichiamo:

"Per la serie "Gli errori degli altri" ti segnalo un'altra foto clamorosamente sbagliata nell'edizione di oggi del Corriere della Sera!!!
Di fianco all'articolo sulla morte dell'ex vescovo di Como Alessandro Maggiolini il Corriere ha pubblicato la foto di un monsignore che è vivo e vegeto!!! E non assomiglia nemmeno a Maggiolini!!!


M.

Ritorna la proposta di legge ammazzablog.

Leggete qui.

C'è un gruppo su Facebook che lancia una petizione.

Il Corriere della Cappella.

Per la serie "Gli errori degli altri", il Corrierone ha (di nuovo) sbagliato una foto in prima pagina, una di quelle maledette fotine sotto la testata. Oggi si parlava del nuovo film di Bill Maher. Nel pezzo all'interno di Maher ci sono due foto (giuste). La fotografia in prima invece è di George Carlin, che nel film non c'è, nel pezzo non viene citato, a Maher non somiglia, è nato una ventina d'anni dopo ed è pure morto.

Fabio P.

martedì 11 novembre 2008

Brescia, imprenditore ucciso da un dipendente marchigiano.



Guardate la foto qui sopra, c'è la barra dell'ultima ora che parla di un imprenditore ucciso.

Lele commenta così:

Un titolo scritto e concepito in questo modo, anche se da ultim'ora, è ciò che non vorrei mai vedere sulla homepage di Repubblica. Che senso ha aggiungere l'aggettivo "immigrato"... Se il dipendente fosse stato siciliano o marchigiano l'avrebbero scritto? V'immaginate: BRESCIA, IMPRENDITORE UCCISO DA UN DIPENDENTE MARCHIGIANO?

Lele

Lapsus a stelle e strisce.

Sarà per questioni di coerenza: la rubrica si chiama “Lapsus”, e loro ci fanno un lapsus. Sarà per questo che oggi nella rubrica di Bartezzaghi in Cultura è stato ripubblicato il pezzo già uscito sabato scorso, quello sulla “carineria”. E sarà un lapsus anche quello di Maurizio Ricci, che è andato fin negli Stati Uniti per scrivere (due volte nello stesso pezzo, sabato scorso) che l’inno americano è “Stars and stripes”. Mentre invece l’inno si chiama “The star spangled banner”: “Stars and stripes forever” (Ricci, sempre per un lapsus, oltre a citare il pezzo sbagliato lo cita col titolo dimezzato) è un’allegra marcetta che con l’inno non c’entra niente. Tanto è vero che spesso veniva usata anche nei cartoni animati di Braccio di ferro. E com’è che i redattori degli Esteri che hanno passato quella pagina non sapevano nemmeno il nome dell’inno americano? Un lapsus, certo.

Fabio P.

L'ennesimo reportage di D'Avanzo sulla scuola Diaz: un cazzotto nei coglioni.



Provate anche voi (anche le donne):

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/10/la-notte-nera-della-democrazia.html

lunedì 10 novembre 2008

Il dolce blog.

Udite, udite!

Concita De Gregorio ha aperto un blog sul sito dell'Unità.

Ecco il post di benvenuto:

Benritrovati

Sono davvero felice di riprendere qui oggi con voi il filo di un discorso che per molti anni mi ha legata ai lettori.
Quando si dovette scegliere, nel giornale dove allora lavoravo, un titolo per la rubrica settimanale che scrivevo si decise per "Invece". A determinare la scelta fu una ragione statistica: era la parola che più ricorreva nei miei articoli, mi fece notare un anziano correttore di bozze. Non è un caso, mi disse: «è proprio che ogni volta è come se andassi da un'altra parte a vedere le cose da un altro angolo». Se fosse davvero così sarebbe quello che serve: un altro angolo, magari quello meno in luce. Perciò credo che sia un impegno e un auspicio da coltivare, questo. Insistere nell'invece. Almeno provarci molto seriamente. Inauguriamo oggi un colloquio nel quale immagino - spero - la voce prevalente sarà la vostra. Mi piacerebbe saper fare di tanto in tanto da contrappunto, aggiungere un commento, aprire una finestra. O socchiuderla, invece. Sono moltissimi i lettori che scrivono, tanti da non poter rispondere a tutti. Vorrei farlo, facciamolo qui.

Oggi ho ricevuto una mail del sindaco di un comune del Torinese, Stambinello, piccolo borgo in provincia di Ivrea. Si chiama Eralda Caserio, risponde alla lettera aperta che Cossiga ha scritto al capo della Polizia (quella in cui l'ex capo di Stato evoca incidenti di piazza e vittime) per dire che lei vorrebbe essere presente con la fascia tricolore alle manifestazioni degli studenti, e vorrebbe «adottarli». Dice proprio così: «Adottarli per proteggerli», senza strumentalizzarli, senza dar loro una bandiera un simbolo, non so nemmeno quale sia il partito per cui è stata eletta. Dice solo: io voglio andare con la fascia che simboleggia l'Italia, andarci come istituzione a difenderli. Una piccolissima proposta da un piccolissimo paese. Bella, però. Benritrovati.

sabato 8 novembre 2008

Yes We Have.

Come promesso, ecco qui il pezzo di Gabriele Romagnoli di cui abbiamo parlato ieri.

Anche Leonardo Coen è incazzato nero. Con Berlusconi.



Leggete cosa scrive sul suo Blog Trotter:

Imbecille sarà lei

Imbecille. Dal dizionario Devoto-Oli: “Persona di scarsa intelligenza e con poco buon senso o dal comportamento stupido”.
Infatti. Obama ha telefonato ai leader europei per ringraziarli dei loro messaggi di felicitazione.
Non ha chiamato Berlusconi. Per il suo comportamento imbecille, presumo. Mi sia consentito l’uso di questa parola, come del resto ha fatto il nostro esimio presidente del Consiglio nei nostri confronti. In un film, qualcuno dava dell’imbecille a Totò e lui gli ribatteva: “Eh no, caro signore, l’imbecille sarà lei!”.
Devo dire che oggi provo ancora più sconcerto e vergogna. Sarà faticoso spiegare ai colleghi stranieri che metà degli italiani si è indignata (l’altra metà, purtroppo, continua a pensare che B. è il nuovo uomo del destino).
Non c’è limite al peggio. O meglio: il peggio non ha proprio alcun limite, la cafonaggine politica trova persino - vedi il Giornale - strenui difensori.
Ieri il pur buon quotidiano moscovita Kommersant aveva la prima pagina occupata quasi per intero da Medvedev (che aveva parlato per 85 minuti davanti all’Assemblea Federale). La notizia della vittoria di Obama era relegata in un minuscolo talloncino. Pessimo giornalismo e prova provata di asservimento al regime.
Solo in Russia - guarda caso - i quotidiani non hanno parlato della gaffe di Berlusconi.
Forse una spiegazione c’è. In Russia razzismo e xenofobia sono una realtà con cui si deve fare i conti. Ricordo che a Mosca il 4 novembre i neonazisti hanno manifestato nella centralissima Novij Arbat (la polizia ne ha fermati 400).
La Russia post-comunista è animata da virulenti movimenti di estrema destra che raggruppano un largo spettro ideologico: alcuni fanno riferimento al nazismo, altri al fascismo o al nazional-bolscevismo, e ancora skinheads, controcultura giovanile, correnti neopagane e ariane. Lungi dall’essere arcaica, l’estrema destra russa rivela indirettamente i profondi sconvolgimenti con cui ha a che fare il Paese da due decenni, a partire dalla necessità di riformare una nuova identità collettiva.

venerdì 7 novembre 2008

Un lettore incazzato nero (e anche un po' abbronzato).

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

"Secondo voi quante copie in più ha portato l'intervento di Massimo Arcangeli, docente linguistico di vattelapesca, per analizzare la gaffè di Berlusconi? Ma Repubblica vuole diventare un pamphet per ricconi eccentrici, allora lo dica che smettiamo di comprarla, oppure continuare nel giornalismo concreto e discreto, critico e oggettivo, che tanto ci aveva affascinato? Possiamo sperare di vedere scritto altro oppure è ormai un giornale solo Berluscacentrico? Credetemi : sta diventando un giornale per fighetti.."

Yes Web Can.


"Adesso lo sappiamo e quindi possiamo scriverlo: Internet non l' ha inventata Al Gore, ma Barack Obama."

Inizia così il pezzo d'apertura di oggi su R2 firmato da Gabriele Romagnoli: una chicca da non perdere.

Appena lo recuperiamo lo mettiamo in rete.

giovedì 6 novembre 2008

Storia di una ex feticista di Repubblica.

"Ho trovato per caso questo blog, non ne ero a conoscenza. Simpatico! Ero anch'io una storica lettrice di Repubblica,ma da 7-8 mesi ho smesso di comprarlo proprio perché trovo indegne le pagine di Napoli. Sono lontane dalla realtà, e poi così Napoli centriche. Sembra che il resto della Campania non interessa. Eppure ci sarebbero tante storie da raccontare. Abbiamo aree interne, posti che ci invidiano nel mondo, e le province, ma non trovano più spazio. Con me anche molti miei colleghi la pensano così. Tant'è che io ora sono passata a Il Mattino e compro il Corriere, che hanno un discreto spazio dedicato alle province. Poi mi rivolgo a internet, dove trovo un bel pò di siti giornalistici locali ben fatti.
Ma i vertici di questo giornale capiscono che la gente ha sete di sapere cosa succede a casa propria, e senza censure?"

Irene

Leggi Repubblica Napoli e poi muori.



Si sono scatenati i napoletani.

Leggete qui:

"Perché non informi i lettori dello scandalo della redazione di Napoli? Oltre a perdere copie paurosamente, il caporedattore (nel silenzio di tutti, anche del presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, tal Lucarelli) manda via giornalisti coraggiosi, rei di portare notizie scomode! E questo è un giornale rispettoso dei lettori? Fanno bene ad abbandonarlo. Ma di tutto ciò cosa ne pensa il buon Ezio Mauro?"

"Non parliamo della redazione di Napoli, è supinamente distesa su Bassolino e company. Non c'è una notizia leggibile! Anzi, chi portava notizie è stato anche allontanato!Ma nessuno ha gridato allo scandalo!"

"50.000 copie in meno? Mi sembrano poche per come si è ridotta Repubblica! In Campania è ILLEGIBILE! Non mi credete? Provate a leggerlo e poi mi dite! Sembra che tutto funzioni alla meraviglia. Per non parlare poi delle bucature quotidiane! Ci si accorge dello scandalo rifiuti solo quando i giornali stranieri ne parlano. E questo è fare giornalismo?".

"Sì, perché non lo chiedi direttamente a Ezio Mauro? Conosce la situazione della redazione di Napoli?"


"Le redazioni locali sono allo sbaraglio, come se mancasse proprio il controllo. I caporedattori fanno il bello e cattivo tempo come gli pare! Anch'io ho sentito parlare molto male di quella di Napoli. Tutti sanno ma nessuno fa nulla. E intanto l'editore ci ha già avvertito: presto arriveranno anche da noi paurosi tagli anche del personale. Se si continua così è la fine!"

"Repubblica Napoli illegibile è dir poco! Napoli soffre proprio nel profondo. Confrontatela anche solo con il Mattino. Non c'è storia tra i due!"

Non conoscendo personalmente la situazione di Repubblica Napoli, questo blog si è limitato a segnalare alcuni interventi di lettori anonimi.

mercoledì 5 novembre 2008

Inviati Uniti d'America.

Gli inviati di Repubblica negli Stati Uniti per l'election day sono ben 7: Vittorio Zucconi, Alberto Flores D'Arcais, Mario Calabresi, Marco Contini, Anais Ginori e Federico Rampini e Arturo Zampaglione.

Ma altri se ne aggiungeranno domani. Maurizio Ricci per esempio. Senza contare poi gli inviati per repubblica.it

martedì 4 novembre 2008

Il cavallo ha la febbre.



Oggi su Repubblica drammatico articolo di Corrado Zunino sulla crisi della febbre da cavallo.

Un bimbo di 13 anni?



"Maltempo, Roma nel caos: bimbo ucciso da un albero", titola Repubblica.it alle 18.53. Ma il povero ragazzo ha 13 anni: è giusto parlare di bimbo? O bimbo è solo un modo per attirare attenzione con un titolo più sensazionale?

Lele

Narcisismi.

Repubblica.it: ottobre record.
Un milione e 155 mila lettori al giorno


ROMA - Repubblica.it consolida il primato nell'informazione sul web e mette a segno nuovi record in ottobre. Un milione e 155 mila lettori hanno scelto in media ogni giorno (feriale e festivo) il nostro sito, cinquantamila in più rispetto al mese precedente. Significativo il risultato delle pagine viste, a quota 20,5 milioni (dato medio quotidiano), anche in rapporto alla concorrenza.

Il vantaggio è ancora più accentuato nella seconda parte del mese, caratterizzata dalla crisi finanziaria e dalle proteste di studenti e genitori contro la riforma della scuola: di fronte ai grandi fatti di cronaca, Repubblica.it si conferma il riferimento principale per gli utenti dell'informazione digitale, non solo via computer ma anche da telefonino. Gli accessi alle versioni del sito ottimizzate per i terminali mobili sono aumentati del 53% rispetto a settembre.

Un incremento sostenuto si registra per le edizioni locali del giornale, che mettono a segno un +38% nelle pagine e un +19% negli utenti medi giornalieri sul mese precedente, con le crescite del 58% a Roma e del 25% a Milano. Anche al di fuori della cronaca i risultati sono positivi: Sei di moda migliora del 32% il risultato di settembre, e in ottobre supera il milione di utenti unici. Segno più anche per Casa e Design e per Trovacinema.

(4 novembre 2008)- repubblica.it

Tirata giù dal letto.

Stamattina su Radio Deejay, Platinette ha letteralmente tirato giù dal letto l'inviata di Repubblica a Chicago Anais Ginori chiedendole se secondo lei vince Obama o McCain.

Si capiva dalla voce impastata della Ginori.

Qui erano le 9 e a Chicago era notte fonda.

PS: la cosa curiosa di Anais Ginori è che ha un nome esotico ma un accento romanesco da paura.

lunedì 3 novembre 2008

A proposito delle redazioni locali di Repubblica.

Riceviamo da un lettore anonimo e volentieri pubblichiamo:

"Cambiassero pure il direttore di Palermo. E' un'edizione vergognosa che ha massacrato le giunte di centrosinistra ed è stranamente moooooolto indulgente con i cialtroni che devastano la Città da 7 anni."

Argilla.

Così scrive Francesco Bono su "Il Venerdi di Repubblica" a proposito di Ghost che Canale 5 trasmetterà (ma dai...) stasera alle 21.30: "Vi segnaliamo la scena con Sam e Molly che plasmano dell'argilla, per farci un vaso. Fra le mani di Demi Moore l'argilla suggerisce qualcos'altro!".

Andrew