mercoledì 31 marzo 2010

Ma mi raccomando, duro duro, eh!



La prima del Giornale di oggi.

Non è andata esattamente così.



L'Espresso di sabato scorso.

Linea d'Umbria.



C'è qualcuno che si è giustamente lamentato che su Repubblica di ieri non c'era nemmeno una riga sul trionfo di Catiuscia Marini in Umbria.

Masochismo?

Massimo Pisa pende in storia dell'arte.



Uno fa l'inviato di un grande giornale, mica deve anche essere esperto d'arte moderna, no? Per quella basta tirare a indovinare. Solo che poi le pagine le passa a uno che fa il redattore di un grande giornale e mica dev'essere anche esperto d'arte moderna, no? Ecco quindi che Massimo Pisa va a Salò per la storia della studentessa violentata in classe, vede sul muro della scuola una roba che sembra Pop Art e scrive sicuro: "un fumetto in stile Andy Warhol". Invece è Roy Lichtenstein, ma vabbè, ci è andato vicino. No?

Fabio P.

Il dito nella piaga.

ANALISI
 "La Lega è la nuova sinistra", dicono. Umberto fossi in te farei gli scongiuri.

La prima di Lombardozzi tra sfortuna e malintesi.

E' stato sfortunato il neo corrispondente da Mosca Nicola Lombardozzi. Quella che poteva essere un'occasione formidabile per occupare il titolone della prima pagina, le bombe nella metropolitana russa, si è trasformata in una notizia secondaria, oscurata prepotentemente dalle elezioni regionali. Mannaggia.

In più ci si è messa anche la fretta, probabile causa di un curioso e ripetuto malinteso su tre nomi di luoghi moscoviti che Lombardozzi scrive in un modo e il grafico che disegna la cartina scrive in un altro. Alcuni ripetuti refusi all'interno del pezzo relativi a tre nomi di luoghi (foto sotto).



NL scrive Park Cultury ma nella cartina leggiamo Park Kultury (versione corretta), NL scrive Gorkij Park (correttamente) ma il grafico sbaglia scrivendo Gorky Park, infine NL scrive (correttamente) Lubjanka e puntualmente ecco l'errore sulla cartina dove leggiamo Lubyanka.

Càpita.

martedì 30 marzo 2010

20 e 21 aprile: i due giorni che sconvolsero PPR.

Si vocifera nella blogosfera che il 20 aprile sarà il giorno della messa on-line della nuova versione del sito di Repubblica.

E se sommiamo questa notizia del 20 a quella del 21, eccoci serviti due giorni davvero indimenticabili.

Un cazziatone a 5 stelle.



Repubblica, non contenta della mazzata delle urne, si piglia pure la legnata del Grillo Sparlante:

I media di regime pdl-pdmenoelle sono impagabili. Negano la realtà prima, durante e persino dopo. Persino di fronte all'evidenza la Repubblica.it dava in Emilia Romagna Galletti dell'UDC all'8,3% quando era Favia del MoVimento 5 Stelle all' 8,3%. Prima delle elezioni nei giornali, vedi La Stampa pdimenoellina di domenica, i candidati a 5 Stelle semplicemente non sono esistiti , non dovevano esistere. Ma noi esistiamo. Qualche giornalista imbecille o in mala fede ha parlato di voto di protesta dato al MoVimento, di voto inutile. Il MoVimento 5 Stelle è stato l'unico a presentarsi con un Programma disponibile on line da mesi. L'unico a fare proposte. L'unico senza finanziamenti pubblici, con tutti i media contro. Grazie ragazzi! E' solo l'inizio di un percorso.

(da www.beppegrillo.it - su segnalazione di Fabio G.)

Secondo una voce insistente.

E' bello quando in un articolo di giornale si riporta una notizia "secondo una voce insistente" (proprio come fa Giacobbo a "Voyager" quando parla dei templari che avrebbero costruito le Piramidi insieme agli Ufo), e senza controllare le notizie. Tanto più quando le notizie sono facili da controllare. Marino Niola oggi scrive un pezzone su un libro che racconta la storia del compleanno. E alla fine riporta la voce secondo la quale i diritti della canzone "Happy birthday to you" sarebbero stati acquistati da Pul Mc Cartney, facendo anche il commento adico: "il re Mida della musica pop, l'uomo che trasforma in royalty tutto quello che tocca". Sarebbe bastato un controllino per scoprire che "Macca" non c'entra niente e che da molti anni i diritti della canzone sono della "Warner music", senza tante voci insistenti.

Fabio P.

La triste realtà quotidiana.









A grande richiesta (anche se non è servito a nulla).

Ezio Mauro: “Ho fatto di Repubblica un giornale community”.



E allora, caro Ezio, ci spieghi perchè non vieni mai a trovarci su PPR e non lasci mai messaggi?

Quella del titolo è una dichiarazione del direttore in un intervista rilasciata al sito del settimanale svizzero Il Caffè.

Per non essere da meno.



Oggi alla Gazzetta non volevano essere da meno e hanno usato pure loro un linguaggio elettorale.

Mah!

(grazie a Pier Luca Santoro per la segnalazione)

Un premio per Carlo.



Il 15 aprile si assegnerà il riconoscimento giornalistico/letterario dedicato al giornalista Carlo Marincovich, che ha scritto di mare, di regate e di motori per 50 anni.

Se ne parla su Repubblica e su La Stampa.

Il dito nella piaga.

GIURAMENTI
Giuro che non dirò che Grillo ha penalizzato la sinistra, in cambio Grillo potrebbe smettere di penalizzare la sinistra.

Buonanotte.



Houston abbiamo un problema.

(La home di Repubblica.it delle 0,08 di oggi che non avremmo mai voluto vedere. Ma così è, buonanotte.)

Un battesimo flebuccio flebuccio.





E' quello che è toccato a Io Donna e al suo direttore Diamante D'Alessio, qui sopra ritratta proprio con Flebuccio de Bortoli, durante la presentazione del femminile del Corriere presso l'Università Bocconi di Milano.

lunedì 29 marzo 2010

Una dimenticanza a cinque stelle.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao pazzo per R.,
scusa se come sempre appaio e scompaio, ma mentre stavo guardando i risultati mi sono chiesto come sia possibile che Repubblica abbia ignorato volutamente un movimento politico, quello di Grillo, che si sta rivelando una sorpresa assoluta: in Emilia Romagna è il terzo partito, in Lombardia è a 80mila voti. Perché questa censura? Non proprio democratica come cosa, che ne pensi? Avete letto articoli sul movimento 5 stelle?
Riccardo Romana

"Il nuovo Io Donna è il primo settimanale del XXI secolo che sembra essere realizzato interamente in Word".



E' la migliore che abbiamo letto sulla nuova versione del femminile di via Solferino.

L'abbiamo letta qui


Mentre la foto arriva da qui.

Quei cattivoni di Repubblica.



"Repubblica colpisce ancora! In questo Paese resiste un'informazione politicamente pilotata, che pretende di processare e condannare prima del tempo, sostituendosi da un lato al potere giudiziario, dall'altro alla volontà popolare, che cerca di sovvertire proprio attraverso questi processi di carta straccia".

Cosi' il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micciche' commenta dal suo blog 'Sud' le indiscrezioni sull'iscrizione nel registro degli indagati del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Continua qui.

Il Lombardozzi alla prova del fuoco.



Dopo la staffetta moscovita di qualche mese fa con Leonardo Coen, ecco la prima vera (e tosta) prova del fuoco del corrispondente da Mosca Nicola Lombardozzi.

Questa mattina, per esempio, il suo nome troneggiava in pompa magna nella home-page di Repubblica.it

Mica paglia eh! Anche perchè letto in quel titolo lì, il Lombardozzi ricorda un po' la barzelletta dell'omino bianco di fianco a Tavolazzi.

Romagnoli su Luttazzi.

Romagnoli oggi sul suo blog: "Luttazzi ha la sindrome di Tourette e non bisognerebbe riderne". Effettivamente l'altra sera ha parlato per dieci minuti per spiegare con abbondanza di particolari anatomici come l'Italia lo stia prendendo in quel posto da Berlusconi. Dieci minuti per dire la stessa cosa che in "Io e Annie" Woody Allen diceva in una sola battuta: "Esco con una ragazza. Sto cercando di fare a lei quello che Eisenhower sta facendo agli Stati Uniti da otto anni"

Fabio P.

Il dito nella piaga.

ESCORT
Benedetto Di Pietro, ma non potevi farti beccare con qualche escort, come tutti gli altri?

Un Fundador d'annata.



Straordinario il domenicale di ieri del nostro amato Fundador.

Solo alcuni passaggi significativi:

"...Ho riletto gli appunti del mio taccuino dove ho scritto le emozioni più vivaci registrate nei giorni scorsi. Quelle che ho ancora davanti agli occhi mentre tra poco andrò ad imbucare la mia scheda nell' urna, sono tre. La prima è il giuramento dei tredici candidati governatori di centrodestra nelle mani di Berlusconi sul palco di piazza San Giovanni: una scena grottesca, di una scorrettezza costituzionale macroscopica. La seconda avviene a Torino durante un comizio di Berlusconi insieme al candidato leghista Cota. Il presidente del Consiglio, dopo aver ricordato che tra gli obiettivi che il governo si è dato c' è quello di sconfiggere il cancro nei prossimi tre anni (una promessa che batte ogni record di incredibilità in una campagna elettorale) si impegna a dotare il Piemonte d' un grande centro d' eccellenza oncologica se Cota vincerà le elezioni. Se le perderà il centro oncologico non ci sarà. Insomma le cure anticancro sono subordinate alla vittoria di Cota. Non vi sembra pazzesco? La terza emozione l' ho avuta quando, seguendo lo spettacolo di Santoro la sera di giovedì scorso dal Paladozza di Bologna, ho visto le interrogazioni che Mussolini rivolgeva alla folla radunata in piazza, seguite dalle analoghe interrogazioni che Berlusconi propone a sua volta al pubblico dei suoi club «meno male che Silvio c' è». Un' analogia sconvolgente. Si dice: quella di Mussolini era una tragedia e questa d' oggi è una farsa..."

Il resto lo trovate qui.

Omissione volontaria o distrazione?



Sabato scorso la testata del giornale (almeno quello che è arrivato nelle edicole del milanese) era priva della scritta "CULT" che solitamente tutti i sabati affianca l'altra scritta R2 (vedi foto).

Sarà una semplice dimenticanza o una scelta voluta? Sappiamo tutti che R2Cult, almeno nel nostro orticello, non ha trovato terreno molto fertile.

Che a Repubblica abbiano deciso di non spingere più in prima pagina il neo inserto culturale? Lo scopriremo solo vivendo (fino a sabato prossimo).

Preparate le freccette.



Ciao a tutti i feticisti, circola una voce-bomba (magari cercatela meglio in rete), io l'ho letta sul Fatto ma suppongo sia anche altrove: corre voce che alla direzione di Panorama, Giorgio Mulè possa essere sostituito dalla Barbara Palombelli.
Se dovesse accadere, credo proprio che la palombella diventerà il bersaglio preferito delle nostre gare di freccette!

Supersoul

domenica 28 marzo 2010

Il contributo di PPR alla gioia della Roma.



Con l'amaro in bocca (conoscete tutti le simpatie calcistiche del Feticista Supremo) diamo il nostro contributo alla gioia dei tifosi romanisti proponendovi una vignetta che Massimo Bucchi ha disegnato per l'occasione e al post che Emilio Marrese ha scritto sul suo blog Il Graffio:

"Roma-Inter, una partita fantastica. Ha ragione Lippi: non è calcio italiano".

Quasi bravo come il nostro Dito nella piaga.

sabato 27 marzo 2010

Bastian contrario.



Inizia oggi la rubrica "Bastian contrario" che raccoglie i pezzi che il noto antirepubblicano Fausto Carioti (giornalista di Libero) raccoglie sul suo blog.

Il pezzo di oggi si chiama L'attacco politico a Ratzinger e le bufale di Repubblica.

Par condicio.



Al solito faccione dell'Espresso, risponde Panorama con uno scoop su Di Pietro.

Io Donna e Cordero.

Se si eccettuano la coppia Annalena Benini / Mariarosa Mancuso e una grafica sobria, il restyling del femminile – in netto ritardo... – del Nemico non colpisce, tanto più che D oggi se ne esce con un bel reportage letterario sulla Grande Mela, elevando la grafica a genere com'è giusto che sia.

PS: «Recensire un libro di Cordero è pressoché impossibile» (Michele Ainis, Tuttolibri La Stampa, pag.VII)

Occam

Urge robot giornalista.



Dal dorso romano di Repubblica.it di oggi, due perle.
Propongo alla redazione romana l’acquisto del robot-giornalista descritto nell’articolo (?) di Sara Ficocelli.
E’ vero, fa quasi tutto “ma non pensa” (Sai che differenza con certi scribacchini che ci sorbiamo tutti i giorni in quest’opera di volontariato sociale che facciamo noi di PPR).
Ma magari non chiede lo stipendio a fine mese, e almeno i nomi delle città italiane le scrive correttamente.

GPP

venerdì 26 marzo 2010

Il sorpasso.

Ciao Pazzo,
ti segnalo la seguente interessante notizia apparsa su Dagospia:


1 - IN EDICOLA REPUBBLICA BATTE CORRIERE...
(Andrea Secchi per "Italia Oggi") - C'è una rivoluzione nelle edicole italiane: 404.503 contro 395.038 copie, Repubblica batte nelle vendite il colosso Corriere della Sera secondo la media del 2009 dell'Accertamenti diffusione stampa. Un sorpasso che, è bene dirlo subito, è solo in edicola, perché la diffusione totale è ancora a vantaggio di via Solferino, 539.224 (-13,% sull'anno prima) contro 485.286 (-12,8%), quasi 54 mila copie di differenza, il distanziatore fisso da un po' di tempo a questa parte. Ma i dati sul 2009 regalano anche un'altra sorpresa: medaglia d'oro dei quotidiani per l'incremento delle diffusioni totali nel 2009 è l'Unità (+7,4%) di Concita De
Gregorio.

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-14307.htm

Inoltre, sull'articolo che riferisce del premio E' giornalismo assegnato a Sergio Romano c'è un giudizio tagliente di Giorgio Bocca su Repubblica e il Fatto:

Bocca: «Tutti i giornali, in generale, sono molto peggiorati. A Repubblica, per esempio, nessuno corregge più niente. E guarda anche questo nuovo quotidiano, Il Fatto: aveva una grande occasione, un po' come Repubblica degli anni d'oro. E invece è tutta poltiglia: ha sposato il pettegolezzo e l'ha fatto diventare giornalismo».

http://www.dagospia.com/rubrica-5/cafonal/articolo-14319.htm

Barbapapà

RePerUnaNotte: le pagelle di Nonunacosaseria.

Non dobbiamo lasciarci fuorviare dalle simpatie o antipatie o da quel che avremmo voluto sentirci dire.

floris: ha fatto un discorso intelligente, con un paio di considerazioni (quelle sull'asfissia e sulle domande di berlusconi) che mi hanno fatto riflettere. 7.5

travaglio: solita tensione etica, ma non ha detto niente di nuovo. 5.5

lerner: il primo intervento lo avesse fatto minzolini ci saremmo scandalizzati; nel secondo ha fatto una considerazione (nei talk show cala l'audience quando parli di disoccupazione) che ci deve far riflettere. 5.5

ruotolo: vedi travaglio, però simpatico con benigni. 6

iacona: doveva parlare di più. s.v.

gabanelli: pontificale. 7.5

innocenzi: buona l'idea di andare a prendere operaie di un'azienda che, pur non essendo in crisi, licenzia. 7

cornacchione: esilarante. 8

benigni: come al solito si muove tra buffonate e citazioni colte. unico nel suo genere. 8

crozza: un po' di repertorio, ma tutto sommato ci stava. 7

vauro: un paio di vignette erano micidiali. 8

luttazzi: il paragone sessuale era greve, ma efficacissimo. il resto si presta a strumentalizzazioni bondianberlusconiane. 7

elio: ricicla e non va bene. 5

morgan: se non si era fatto, era la caricatura di sé stesso. 0

venditti: lui è la caricatura di sé stesso da una ventina d'anni almeno. 0+ (il + è per l'idea di imitare guzzanti che imita lui stesso...)

Nonunacosaseria

La controprova.





La gaffe sulla didascalia di Santoro e la Carfagna è apparsa solo su alcune edizioni del giornale. Gabriele ci ha mandato la scansione della sua copia.

Ceccarelli e la omeopatia.



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Leggo sempre con piacere gli articoli di Filippo Ceccarelli su Repubblica, per questo ora sono stupefatto nel trovare oggi un necrologio di Negro (celebre sostenitore della omeopatia) in cui non compare neppure un cenno al fatto che il principio fondamentale di questa "medicina alternativa" è la diluizione del farmaco a livelli assurdi.
Un giornalista serio non puo' permettersi omissioni di questo livello!

Lo invito a documentarsi: non si tratta di concetti difficili: gli basti consultare Wikipedia al paragrafo: "Potenza: diluizione e dinamizzazione".

Giacomo Torzo

E dopo Facebook, la sospensione.



Uno apre la pagina su Facebook e il giorno dopo lo sospendono.

Ovviamente i due fatti non sono collegati.

Videtti.

Insomma, dai vostri commenti pare che quello nella foto non sia Videtti.

Ce ne scusiamo con l'interessato e con i lettori.

E a questo punto anche con Andrè Aciman.

Update: a questo punto, il buon Videtti, per celebrare il trionfo e ringraziare i suo estimatori, potrebbe anche inviare una sua foto aggiornata e autografata.
O no? (Barbapapà)

Speriamo di no.

Speriamo che De Benedetti non legga questa notizia.

RaiPerUnaNotte, OtPerUnGiorno.



Ot con l'argomento del blog, però doveroso di pubblicazione:

Ho visto ieri l’evento targato Santoro, “Rai per una notte”. Su Current Tv via Sky, perché sul web si inceppava spesso, segno che gli accessi erano parecchi. Scrivo dunque al volo le prime impressioni. E’ stato una specie di Annozero maggiorato, un buon show nonostante sia stato messo in piedi in fretta e furia, con prevedibili cannonate ad alzo zero contro Berlusconi.

Il risultato mi è sembrato molto buono: bella la scenografia del Paladozza, la regia, le luci, pochi e veniali gli intoppi tecnici (qualche microfono che faceva le bizze). Spettacolo con buon ritmo, interessante e a tratti anche divertente, con molti ospiti di rango in studio o registrati, come Lerner, Iacona, Rangeri, Floris, Gabanelli, Benigni eccetera). La presenza di un folto pubblico "da stadio" ha vivificato parecchio l'atmosfera. Molto applaudito Luttazzi, che faceva ritorno in tv dopo 8 anni di esilio. Unica pecca, l’imbarazzante intervento di Venditti e Morgan (quest’ultimo contestato dal pubblico), che sembravano due ubriachi che si tenevano in piedi dopo una notte brava al night. Per il resto, quella di Santoro è stata un’iniziativa molto interessante. Il web è stato utilizzato, come temevo, come mera piattaforma tecnologica per trasmettere il programma anche sulla rete, ma per ora va bene così. Secondo i primi dati sbandierati durante il programma, è stato l’evento più visto della storia del web italiano con oltre 100.000 accessi in contemporanea sul solo repubblica.it.

E’ un primo importante risultato: essersi liberati dal giogo del deprimente duopolio di regime Rai-Mediaset. Un nuovo spazio si è aperto, il 25 aprile di ieri è un’altra data storica che fa da spartiacque nell’informazione italiana. Vedremo quante persone hanno seguito complessivamente il programma sul web, nelle piazze d’Italia, sulle varie tv. A questo punto, per paradosso, se Santoro fosse silenziato in futuro potrebbe anche fregarsene della Rai e andare in onda come ci è andato ieri. Voto 8.

Aghost

Il dito nella piaga.

CASO
"Lasciate che i bambini vengano a me", va bene: ma era il caso di prenderlo così alla lettera?

Si è chiuso il sondaggio PPR del mese di febbraio. Vincono Videtti e Berselli.


Si è chiuso il sondaggio PPR del mese di febbraio. Ecco le classifiche finali!



(totale 50 voti):

1. Giuseppe Videtti - 14 voti (28%)
2. Gianni Mura - 9 voti (18%)
3. Ezio Mauro - 8 voti (16%)
4. Emanuela Audisio - 5 voti (10%)
4. Giorgio Bocca - 5 voti (10%)
4. Michele Serra - 5 voti (10%)
7. Eugenio Scalfari - 4 voti (8%)

Risultato piacevolmente sorprendente per il PPR+: l’outsider Giuseppe Videtti ha inaspettatamente sopravanzato i big names del giornale. Le sue ispirate cronache festivaliere da Sanremo ci hanno consentito di apprezzarne, oltre alle competenze musicali (per quanto al Festival servano poco…), il talento di cronista condito da una efficace vena sarcastica.
In seconda posizione troviamo il grande Gianni Mura il cui dolente ricordo di Ballerini, il CT del ciclismo prematuramente scomparso, è stato molto apprezzato dai blogger.
Chiude il podio il Direttore con il suo fermo editoriale in cui richiedeva a Berlusconi di dire al Paese la verità sulla “ragnatela che coinvolge la Protezione Civile”. Tutto vano, va da sé…
Fuori dal podio, consensi anche per le splendide cronache olimpiche di Emanuela Audisio, per l’analisi storica dell’”epidemia ladrona che imperversa nel Paese” effettuata da Bocca e per l’Amaca di Serra dedicata alla Moratti protagonista di uno squallido scaricabarile delle responsabilità della propria giunta sul centro-sinistra.
Chiude la classifica il Fundador Scalfari con il trittico di articoli con cui ha martellato senza pietà la “protesi di Berlusconi”, l’uomo del fare Bertolaso.





(totale 31 voti):

1. Edmondo Berselli - 9 voti (29%)
2. Enrico Franceschini - 8 voti (26%)
2. Giovanni Valentini - 8 voti (26%)
4. Nicola Lombardozzi - 5 voti (16%)
5. Andrea Tarquini - 1 voti (3%)




Dopo una lotta serrata, Edmondo Berselli (foto), indiscusso re dei tuttologi, trionfa al PPR- di febbraio. Destreggiandosi con consumata abilità tra ambientalismo, gastronomia e canzonette, Berselli ha convinto in pieno i blogger a preferirlo ai suoi agguerriti contendenti, Franceschini e Valentini. Il primo aveva tirato fuori dal suo cilindro magico un essenziale articolo che spiegava finalmente ai lettori in trepida attesa perché il pistolero buono vince sempre i duelli, mentre il secondo aveva stiracchiato faticosamente un insipido commento sulla sentenza del Tribunale di Milano contro Google per la pubblicazione di un video offensivo. Nulla da fare, purtroppo, per le due valenti firme contro l’eclettismo del Fregoli nostrano.
Appena fuori dal podio Nicola Lombardozzi, prontamente allineatosi, con il racconto del dramma dello scimpanzé alcolizzato, alla tendenza dei corrispondenti esteri di martoriarci con articoli di assoluta inutilità.
Giudizio invece morbido su Tarquini, a testimonianza forse che il superfluo pezzo sul “linguaggio del desiderio” è stato considerato un unicum per un giornalista distintosi nel tempo per un approccio adeguatamente sobrio nel racconto della Germania.

Non dimenticate di proporre le candidature per il mese di marzo scrivendo a enricoporrochiocciolafastwebnet.it oppure segnalando direttamente in un post (anche se OT, non preoccupatevi) l’articolo che ritenete meritevole di una menzione, positiva o negativa che sia.

(si ringrazia Barbapapà per la collaborazione)

Più unico che raro.

Pare che Repubblica sia stato uno dei pochissimi giornali ad avere parlato del provvedimento dell'Autorità per la sicurezza alimentare di Parma di censurare l'80% dei claims salutistici riportati su 400 etichette.

Il pezzo era di Antonio Cianciullo.

Da Repubblica all'onu.



Il suo orizzonte non è più Largo Fochetti, ma il Palazzo di Vetro, laggiù a New York. Roberto Saviano, di appello in appello, si è allargato da Repubblica all’Onu.

Inizia così un pezzo di Annalena Benini su Il Foglio del 24 marzo.

Feltrbook.



Da oggi anche Il Giornale ha una sua pagina su Facebook. Mica pizza e fichi.

Ci racconta tutto Il Nichilista.

La Carfagna ospite a sorpresa di RaiPerUnaNotte, lo show di Santoro.



Non so se dipenda dal fatto che qui arriva la prima edizione (magari è stato un inserimento dell'ultimora e le altre edizioni sono state corrette) ma la didascalia che annunciava "i preparativi dello show di santoro a bologna" rimandava alla foto della carfagna che ballava durante una festa elettorale del pdl a napoli ...

OCCAM

Caro Occam, è una cappellata gigantesca: anche la nostria copia milanese presentava lo stesso errore.

Repubblicizzato.



Straordinario neologismo di Jack Skellington riferito a Francesco Merlo in un commento a un post di ieri:

"Il Merlo degli inizi era palesamente spaesato a Repubblica, olezzava di terzismo e cerchiobottismo lontano un miglio. (Ricordo fra le tante perle un ridicolo editoriale a favore del ponte sullo stretto di Messina).
Ultimamente sì è molto "repubblicizzato". Se asciugasse un po' lo stile sarebbe ancora meglio".

Nella foto Francesco Merlo sembra dire: "Va bene mi arrendo, da oggi sono Repubblicizzato pure io".

giovedì 25 marzo 2010

Christian Rocca raggiunge Riotta al Sole e Laura Gnocchi lascia il Venerdì.

Barbapapà ci segnala due spetteguless giornalistici tratti da Dagospia.

Errori on e off line.





Quelli del desk di Repubblica.it si son mangiati la esse. Quelli del cartaceo si son bevuti la birra.

D nuovo critiche.



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Credo che il nuovo D sia la bruttissima copia del vecchio Io donna. Vip, vip, e ancora insulsi, banalissimi, vuotissimi vip. In copertina, per esempio, prima era Io donna che faceva la copertina con un vip, mentre D metteva foto di moda. E poi rubriche e rubrichine, ma niente approfondimenti. Solo commenti. Oppure la pagina delle ricette: prima era Io Donna a fare due pagine di pubblicità e una sola striminzita ricetta. Mentre D proponeva due pagine di ricette vere, e una sola pubblicità, a un libro a tema culinario, o a qualche posto particolare. Adesso invece indovinate che fa D? Fa quello che faceva Io Donna: uguale!!

Trovo davvero che con la nuova versione, D abbia perso moltissimo del suo carattere per uniformarsi al piattume generale dei femminili: sabato ho trovato almeno tre tra interviste e articoli su Tilda Swinton, di cui uno su D. Sai che palle, tutti uguali, uniformati sulle stesse insulsaggini.

Comunque è vero: Io Donna e D si copiano a vicenda da vecchia data. Ma finora mi era parso che fosse D a dettare le regole, e Io Donna cercava di stargli dietro. Ora invece mi sembra che D abbia fatto il passo falso di buttare alle ortiche il suo carattere, per rincorrere un modello banale, frusto e vecchio di vippazzi dappertutto, ripeto: sai che palle!!

Meme

Il Papa e il Re.



Berlusconi indagato a Roma: il sito del nemico brucia in partenza quello di Repubblica. Alle 13.36 di oggi, loro già ce l'avevano come prima notizia, noi ancora ci trastullavamo con Ratzinger e i pedofili.

Ah, è vero! Forse è più importante il Papa del Re.

Taci, il nemico ti copia.



Come gia anticipato da noi qualche settimana fa, giusto dopo il restyling di D, ecco che arriva in edicola il nuovo Io Donna con una veste grafica rinnovata e ispirata ai cinque sensi.

Non vediamo l'ora di vederlo, annusarlo, gustarlo, sentirlo e tastarlo.

Il dito nella piaga.

MONDO
"Una trasmissione come Annozero non va in onda in nessun'altra parte del mondo", ha detto un giornalista che non andrebbe in onda in nessun'altra parte del mondo.

Specchio, specchio della mia Bresso.



A grande richiesta riportiamo incipit e chiusura, del gran pezzo di Francesco Merlo apparso ieri in prima pagina su Repubblica.

Chi di specchio ferisce di specchio perisce. Un amico che fa il direttore di un grande albergo (non ne farò il nome neppure se torturato) mi ha raccontato di avere visto Berlusconi alle 4 del mattino nel corridoio dell'hotel. Gli si è presentato dinanzi, per uno di quei contrattempi che a volte accadono nel suo mestiere, un vecchietto rotondo e basso, non calvo ma spelacchiato, scolorito e stinto, la pelle tostata e avvizzita... Ebbene, il mio amico lo ha trovato, proprio in quell'occasione, pietosamente umano. Perché la verità, ha aggiunto, non è lo specchio magico che deforma i tratti altrui ed esalta quelli propri, non è devastata dai truccatori, non è di comodo. Ecco: Berlusconi ieri a Torino ha insolentito il governatore Mercedes Bresso, la quale governa bene un pezzo dell'Europa che conta, non solo perché è una signora e non una velina. Contro la Bresso ha evocato lo specchio non solo perché identifica le donne con le mutandine e al pennone della sua bandiera sventola un tanga...

...C'è, invece, nel Berlusconi che si arrampica e scivola nello specchio, un disperato e malcelato bisogno di fissità. C'è la paura di incontrare se stesso nel corridoio di un albergo, di vedersi, appunto, allo specchio che è un tribunale senza Ghedini. È questo l'epilogo del Berlusconi che si sta disfacendo: dopo avere in ogni modo truccato se stesso, adesso - al mattino a mezzogiorno e a sera - trucca gli specchi, lucida la superficie convessa dei suoi Minzolini. - Francesco Merlo

Qui trovate la versione integrale.

Il giornale del trimestre dopo.

La storia pubblicata oggi da Repubblica sull’intercettazione di Fassino consegnata al premier era sull’Unità lo scorso 9 dicembre.

Dal blog di Francesco Costa (anche il titolo è di FC).

Le ultime parole famose.



Invece poi è andata ben diversamente.

Formigoni fa campagna elettorale con le Adwords di Google e a Repubblica questa cosa non va proprio giù.



Riportiamo integralmente un post tratto dal blog Daw, in cui si parla del nostro beneamato foglio:

Va bene che tra qualche giorno si vota, però così siamo arrivati al ridicolo. Repubblica non sa più cosa fare per screditare l’avversario e, dopo escori, prostata, giudici e intercettazioni, ora si gioca la carta google! Eh sì, la carta google. Perché Formigoni ha comprato delle inserzioni su google con il servizio AdWords, che funziona in questo modo: il cliente compra della parole chiave, cioè le parole ricercate, e google mostrerà il suo link come primo risultato. E lo mostra con una bella scritta “Link sponsorizzato”, in evidenza, su sfondo giallo. Una pratica assolutamente legale, lecita e utilizzata da parecchi politici, di destra e di sinistra, e da società di tutto il mondo.

Ma se a farlo è Formigoni, allora a Repubblica questa cosa non va giù. Secondo il quotidiano dell’opposizione questo è bastato per “far infuriare centinaia di utenti”! Caspita, ma che utenti ignoranti. Anche le capre sanno che si tratta di link pubblicitari, cioè pagati, ma evidentemente quello è il tipo di lettore medio di Repubblica. Oppure è soltanto una lotta tra due società – Repubblica e Google – che vendono pubblicità in rete?

Cosa scriveva Repubblica quando Veltroni comprava su Google i link con ricerca “scuola elementare“? Ma niente, ovvio. Era Veltroni.